Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 7 dicembre

Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi 06/12/2014 - Dal Vangelo secondo Marco.




Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaìa : «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero:egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore,raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Parola del Signore


E’ GIUNTO IL TEMPO DELLA CONSOLAZIONE
Tutti gli evangelisti presentano il Battista come una voce. Il riferimento è un testo tratto da quella parte del libro di Isaia chiamato il libro della Consolazione di Israele, che inizia così: «Consolate, consolate il mio popolo. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù». Lo si ascolta nella prima lettura di oggi. Isaia direttamente si riferiva al ritorno dalla schiavitù di Babilonia. Gli evangelisti riprendono queste parole per dire che è finita la vera schiavitù, quella di Satana e della morte, perchè arriva il Messia, l’inviato di Dio.

PREPARATE LA VIA DEL SIGNORE
L’invito di Isaia, che poi Giovanni Battista riprende è quello di preparare la via perchè il Signore arriva. In tutta la vita si deve attendere la venuta di Gesù. Ma questa attesa, in maniera tutta particolare, può essere vissuta in questo Avvento. L’avvento ci educa a vivere la vita nell’attesa e inoltre ci ricorda che sempre il Signore viene, ogni giorno siamo chiamati a fare l’esperienza di Lui. Si tratta, allora, di entrare in quel clima di attesa e di gioiosa meraviglia perchè qualcosa può e deve accadere.

COME DISPORCI ALL’ACCOGLIENZA
Come preparare questa via, cioè come disporci all’accoglienza del Signore? Anzitutto vorrei sottolineare il valore della preghiera e dell’ascolto della Parola di Dio. E’ importante trovare tempo per la preghiera e per la meditazione del vangelo. E soprattutto è necessario vivere con amore la nostra preghiera e il nostro colloquio con il Signore: non è semplicemente come una cosa da fare. Ma là dove si prega e si ascolta il Signore nasce subito una esigenza, quella di buttare via tutto ciò che impedisce il cammino del Signore verso noi. Si tratta cioè di lottare contro ogni forma di peccato e contro i vizi capitali.
In ogni caso, l’avvento invita alla lotta contro due tendenze sbagliate, in particolare:
* L’orgoglio: infatti l’Avvento è attesa di un Dio che si fa piccolo. Il Verbo assume una umanità e, diventando uomo, sceglie di essere l’ultimo, fino alla croce.
* L’avarizia: Non dimentichiamo che il Natale è fondamentalmente dono: dono di Dio per l’umanità.
E’ importante entrare nella logica del dono che è disponibilità, servizio, attenzione... Gesù entrando nel mondo, dice: Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà. Ed è appunto per quella volontà che noi siamo stati santificati, per mezzo del sacrificio di Gesù. La via di Gesù, che è la via della obbedienza, deve essere anche la nostra strada per andare verso il Signore che viene: obbedienza al Signore e alla sua parola.

RICONOSCERE GESU’
Tutti i profeti hanno indicato Gesù da lontano. Giovanni Battista indica Gesù presente. E’ arrivato, e anche per noi Gesù è sempre arrivato, basta aprirgli, accogliendolo per quel che è: l’Agnello di Dio, il Salvatore, colui che offre la vita per espiare i peccati che ha preso su di sè. Gesù è il seme caduto a terra e che muore, colui che deve soffrire, colui che passa per la via stretta. Gesù è colui che con il suo sangue dona la redenzione e dona la salvezza vera, che è la figliolanza divina, la vita eterna, la resurrezione. Lo accogliamo se prima lo riconosciamo per quello che è. Solo riconoscendolo possiamo porre in lui la nostra fiducia, aprirgli il cuore, farci salvare.
Allora sì che il Natale è occasione di gioia, non quella artificiale, ma quella vera che solo il Signore dona.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2014 alle 15:13 sul giornale del 09 dicembre 2014 - 850 letture

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