Teatro Moriconi: venerdì 12 dicembre il concerto: 'Gara vocale. Da Farinelli a Velluti: l’arte vocale dei castrati'

Cabiria al Teatro Moriconi di Jesi 3' di lettura 11/12/2014 - Nuovo appuntamento di spicco per il XIV Festival Pergolesi Spontini, con la sfida tra due virtuosi del vocalizzo, il sopranista Paolo Lopez e il contraltista Antonello Dorigo, venerdì 12 dicembre alle ore 21 al Teatro V. Moriconi di Jesi, con il concerto “Gara Vocale.

Da Farinelli a Velluti: l’arte vocale dei castrati”. L’Accademia Barocca de I Virtuosi Italiani accompagna su strumenti originali la divertente competizione tra i due cantanti che provano ad emulare famosi “castrati” come Farinelli, Senesino e Velluti, in un’incalzante competizione caratterizzata da un alternarsi di arie e duetti, all’interno di un gioco a riprendersi e a superarsi che lascia ampio spazio all’improvvisazione. La battaglia vocale si snoda attraverso musiche di Georg Friedrich Händel, Nicola Porpora, Geminiano Giacomelli e Antonio Vivaldi. Precede il concerto, alle ore 20 presso le Sale Pergolesiane, l’incontro “Il libretto in 30 minuti”, una breve guida all’ascolto gratuita, per un massimo di 50 partecipanti. Di Händel, in programma, i grandi capolavori quali l’aria “Ombra mai fu” dall’opera “Serse”, il recitativo e aria “Fammi combattere” da “Orlando”, l’aria “L’angue offeso mai riposa” dal “Giulio Cesare”, l’Aria “Barbara!” dall’opera “Alcina”, l’ouverture de “Il Trionfo del tempo e del disinganno”, l’aria “Con rauco mormorio” da “Rodelinda”, l’aria “Lascia ch’io pianga” dal “Rinaldo” ed il duetto “Ritorna nel core” da “Arminio”. Di Porpora, l’aria A”Alto Giove” dall’opera “Polifemo”, di Giacomelli l’aria “Sposa, non mi conosci” da Merope.

L’ideazione scenografica che accompagna il concerto è a cura di Valentina Martini, studentessa dell’ABAMC Accademia di Belle Arti di Macerata, nell’ambito di un progetto formativo della Fondazione Pergolesi Spontini e dell’Accademia medesima. Di fronte a un caso come quello dei cantori evirati - che la storia musicale sembra averci tramandato come fenomeno di costume - si rimane affascinati dal mistero di quelle voci: non di uomo, non di donna e non di bambino. Voci che sembrano avere (secondo le cronache dell’epoca) qualcosa di soprannaturale. I cosiddetti “castrati”, erano i cantanti più ricercati e pagati dell’epoca Barocca. La loro voce sosteneva i ruoli acuti di soprano e contralto, riscuotendo ovunque deliranti successi di pubblico; era uno strumento musicale potentissimo, amplificato da una poderosa cassa toracica, sviluppatasi come effetto della castrazione, che permetteva fiati lunghissimi e messe di voce incredibili.

Molti di essi, e tra i più famosi, provenivano dalle Marche: di Filottrano era Giovanni Carestini, il castrato che Händel scelse come contraltare di Farinelli sulle scene londinesi; di Camerino Venanzio Rauzzini e di Fossombrone Domenico Bedini, due cantanti che Mozart incontrò rispettivamente all’inizio e alla fine della sua carriera operistica; di Urbania era Girolamo Crescentini, il castrato che fece piangere Napoleone, e che l’imperatore portò a Parigi con sé garantendogli favolosi compensi; di Montolmo (l’odierna Corridonia) era Giovanni Battista Velluti, quello che è stato definito l’ultimo dei castrati. Il XIV Festival Pergolesi Spontini, a cura dalla Fondazione Pergolesi Spontini, prosegue fino al 20 dicembre sul tema “Olimpie e Olimpia. Competizione e cimento in musica e non solo”, collegato al riconoscimento di Jesi di Città Europea dello Sport 2014: in programma, eventi, concerti ed incontri ispirati al tema del virtuosismo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-12-2014 alle 16:08 sul giornale del 12 dicembre 2014 - 1045 letture

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