Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 14 dicembre

Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi 14/12/2014 - Dal Vangelo secondo Giovanni.


Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa» .
Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.
Parola del Signore.

CREATI PER LA GIOIA
Oggi nella liturgia risuona questo invito: rallegratevi sempre nel Signore, ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino (Fil 4,4-5). E’ la domenica della gioia! Sì, Dio ha creato l’uomo per la gioia. E’ vero che il mondo è pieno di male. Ma la parola di Dio ci assicura che il male, la sofferenza, la morte sono entrati nel mondo per l’invidia del diavolo e per il peccato dell’uomo. E se la gioia non c’è, la colpa non è di Dio.
Il Signore chiama gli uomini ad accogliere il suo dono per ritrovare un senso alla loro vita e per ritrovare pienezza di gioia per l’eternità.

UN ANNUNCIO DI GIOIA PER IL NOSTRO TEMPO
Questo annuncio di gioia viene fatto oggi, per il mondo di oggi. Oggi viviamo un tempo difficile, fatto di insicurezze, terrorismo, mancanza di mezzi necessari in tante parti del mondo... fino al punto che sembra che Dio abbia abbandonato il suo popolo, non si ricordi più di lui! Eppure anche oggi Dio parla di gioia. Ma come Dio oggi può donare gioia? Dio vuol donarci gioia donandoci Gesù.
E il paradosso sta qui: gli uomini cercano la gioia, ma la rifiutano quando si presenta. In Gesù Dio offre il motivo della gioia. Perchè allora gli uomini preferiscono le tenebre, il chiasso, il peccato, una gioia effimera? Io credo che il motivo sta qui: non ci si fida di Gesù. E’ invece necessario che prendiamo sul serio l’invito che Giovanni Battista oggi ci fa nel vangelo: “Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore”. E’ una espressione che indica la conversione, la necessità di ritornare al Signore, la necessità di rifiutare il peccato, l’impegno a non vivere solo per le cose del mondo, l’urgenza di vivere le esigenze dell’amore, insomma l’urgenza di mettere il Signore al primo posto.

CAMBIARE IL CUORE PER ACCOGLIERE GESU’
E noi sappiamo che convertirsi vuol dire cambiare, cambiare impostazione di vita, cambiare mentalità, cambiare attese, atteggiamenti e desideri. Convertirsi vuol dire scegliere Gesù, fidarsi di Gesù, accogliere la sua parola, orientare a lui la propria vita, cercare il valore e il senso della propria esistenza in lui, in Gesù, dono grande che Dio ci ha fatto. Tutto questo perchè nulla può rispondere in definitiva ai desideri dell’uomo, e niente e nessuno può riempire il cuore grande dell’uomo. Dice Gesù: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dá il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore (Gv14,27). Gesù è il motivo di gioia.
Ma con chiarezza si pone in alternativa alle illusioni del mondo. Bisogna scommettere su di lui, bisogna scegliere. E’ come dice il salmo: Venite, figli, ascoltatemi; v’insegnerò il timore del Signore. C’è qualcuno che desidera la vita e brama lunghi giorni per gustare il bene? (Sal 34,13). In noi questo desiderio c’è. Il desiderio di vita, di pace, di sicurezza, di serenità c’è, eccome! Ma non basta il desiderio: bisogna trovare la strada per realizzare un tale desiderio.
E la strada, quella sicura, quella da percorrere senza paure o ripensamenti è una sola: è accogliere Gesù e costruire la vita su di Lui!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2014 alle 13:52 sul giornale del 15 dicembre 2014 - 931 letture

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