Ancona: arresti illustri ai vertici della Manifattura chiaravallese. Indaga ancora la Procura

Gianfranco Lucignano, GICO Ancona 16/12/2014 - Arresti illustri ai vertici della Manifattura chiaravallese. Sul traffico di Tle transanazionale indaga ancora la Procura di Ancona. Una segnalazione dalla Polonia ha fatto scattare i controlli fino ad arrivare a 6 arresti. Possibili anche ulteriori sviluppi. I video

E’ quanto emerso nel corso di una complessa ed articolata indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Ancona, nelle persone del Procuratore Elisabetta Melotti e del Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia Mariangela Farneti, e condotta dal Comandante del G.I.C.O. (Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ancona), Gianfranco Lucignano. Il tutto con la collaborazione con il Servizio Vigilanza Antifrode dell’Ufficio delle Dogane dorico. Il sodalizio criminale, a carattere transnazionale, era dedito al contrabbando di sigarette tra le quali “821”, “Em@il” e “Parioli”, tutte prodotte dalla Manifattura Italiana Tabacco, S.p.a. di Chiaravalle. "Non si tratta di una società illecita di per sè - ha voluto precisare il Procuratore Melotti parlando del MIT - ma di un reparto dell'azienda che si occupa delle vendite all'estero".

42 esportazioni illecite dal 2011 al 2013, 520 tonnellate di sigarette di contrabbando e 73 milioni di euro di diritti evasi. Sono questi alcuni dati dell'Operazione "Duty Free" presentata martedì ad Ancona. L'indagine era partita dalla Polonia, dove un doganiere onesto (non si esclude infatti vi possano essere all'estero doganieri corrotti) aveva lanciato l'allarme notando una discrepanza nel documento di trasporto. E' così che ad una ulteriore verifica si notava che i camion carichi di sigarette non arrivavano alla destinazione prescritta fuori dai paesi comunitari (in genere Ucraina e Moldavia, vedi immagine delle transazioni ndr), ma invece finivano ad alimentare il contrabbando proprio nell'Unione Europea. Un trucchetto che faceva, dunque, eludere il fisco. 14 in particolare i paesi coinvolti nel traffico (vedi nella mappa i paesi in rosso ndr).

E' così che a finire in manette sono stati, grazie agli elementi raccolti dal Gip del Tribunale dorico, il Direttore Generale del MIT, il responsabile per i rapporti con i clienti esteri e della scorta italiana degli autoarticolati. Ora tutti agli arresti domiciliari. Nè mancano altri arresti in carcere tra cui due autotrasportatori ed un consulente esterno sloveno da parcelle, per transazione, da oltre 12 mila euro. Quest'ultimo in particolare arrestato a Fiumicino mentre atterrava da un volo proveniente dal Sud Africa con 14 mila euro in contanti tra banconote di vari paesi dove era stato di recente tra cui Emirati Erabi, Guinea e non solo e ben otto pennette di home banking per le operazioni online. Tutto il suo guadagno, inoltre, veniva convogliato ad una società a lui intestata alle Seychelles, noto paradiso fiscale.


Scatta anche il sequestro preventivo di denaro, titoli ed immobili riconducibili al MIT per un totale di 5.710.920.00 di euro ovvero il profitto della società nelle 42 cessioni di tabacco contestate.








Questo è un articolo pubblicato il 16-12-2014 alle 13:18 sul giornale del 17 dicembre 2014 - 3179 letture

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Complimenti a chi ha assunto questi dirigenti.

Sentita in un bar di Chiaravalle stamattina.
Esame di III Media,domanda di Storia: " dimmi,ragazzo,dove riposano i "Mille"?.Dopo qualche istante lo studente risponde:" 500 alla Manifattura e 500 alle Ferrovie, Professo'?".
Mica vero che alla Manifattura di Chiaravalle ci si riposa......