Chico Mendes, 25 anni fa la sua scomparsa

6' di lettura 22/12/2014 - Un lettore ricorda così Chico Mendes, a 25 anni dalla sua scomparsa, con una lettera dal titolo “I diritti dell'Amazzonia: la lotta di Chico”.


Le foreste tropicali, quelle americane, e quelle sudamericane come per esempio la Foresta Amazzonica su tutte, con i suoi alberi titanici, con le sue immense, cristalline, e tenebrose acque abitate da coccodrilli, anaconda, e piranha, hanno i Diritti? Certo perché sono essere viventi e hanno il diritto di essere tutelati e salvaguardati, e per quanto pericolosi e mortali siano i coccodrilli e le anaconde, sono specie in via di estinzione per colpa degli esseri umani che li uccidono per ricavarne delle borse o delle scarpe dalle loro pelli, ma per fortuna ci sono uomini e donne in Brasile che lottano per i loro “diritti”, e che si ispirano a colui che ha iniziato le lotte per la salvaguardia della Foresta Amazzonica, ovvero si ispirano e seguono l’insegnamento di Chico Mendes (Xapuri, 16 dicembre 1944 – Xapuri, 22 dicembre 1988).

Un semplice seringueiro o raccoglitore di caucciù in italiano, il quale è diventato una specie di Santo e che ogni 24 dicembre nasce e il suo spirito diventa il difensore della Foresta Amazzonica, e non a caso i suoi funerali furono fatti il 24 dicembre 1988, dove in tutto il Mondo si festeggia con la Messa di Natale, la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo, il quale è nato per noi uomini e per la nostra salvezza, e anche Chico Mendes ogni 24 dicembre nasce, anzi rinasce ancestralmente e spiritualmente per la difesa della Foresta Amazzonica.

Chico Mendes è stato un uomo che si è fatto da sé, ovvero ha imparato a leggere e scrivere da solo. La morte di Chico Mendes ha cambiato anche la comunicazione dei media, poiché dopo poche ore della sua morte, la notizia era finita sui giornali brasiliani locali fino ad arrivare alle pagine del New York Times. Un uomo che è stato sempre consapevole della sua morte e aveva desiderato che il suo funerale non fosse solo una semplice celebrazione funebre in suo ricordo, ma che simboleggiasse la fine e la morte della corruzione della Polizia brasiliana che proteggeva gli assassini in cambio di mazzette o di favori.

Dopo questa breve introduzione che è partita dalla sua morte, viene spontanea una domanda, ovvero per che cosa è morto Chico Mendes? Qual è stata la sua lotta? Questo grande uomo desiderava che il suo funerale volesse dire la fine della corruzione della Polizia brasiliana, ma purtroppo non è stato così, ma allo stesso tempo ha dato inizio a una serie di lotte ambientali – incominciate già da lui medesimo quando era in vita, – che sono arrivate anche in Italia, poiché la sua principale lotta fu quella contro il disboscamento della Foresta Amazzonica, voluta dai governi brasiliani, per costruirci delle strade al suo posto.

Una lotta che ebbe successo solo in parte, poiché dal 1988 al 2013 ci fu uno stop e una diminuzione del disboscamento, che iniziò dal 1971, e per citare un dato, dal 1971 al 1977 furono asfaltate strade per un terzo di foresta abbattuta e bruciata. Disboscamento che continua ancora oggi purtroppo, mettendo a rischio specie animali in via di estinzione come per l’appunto i coccodrilli e le anaconde, i quali sono costretti a emigrare poiché dove risiedevano ci stanno asfaltando strade. Per lui le foreste dovevano essere delle proprietà comuni in mano dello Stato e di nessun altro, ma, la sua lotta era anche un lotta sociale visto che riguardava anche l’analfabetismo e coloro che non avevano la consapevolezza dei propri diritti inalienabili e inviolabili, ed era una lotta in difesa delle popolazioni indios costrette a fuggire dalla foresta a causa del suo abbattimento per opera dei buldozer.

Una lotta che è arrivata anche in Italia e che si è diffusa il tutto il mondo, ed è proprio alla figura di Chico Mendes che si ispirano gli ambientalisti e i volontari che ogni giorno scendono nelle piazze per difendere la natura, che non è solo un qualcosa da ammirare, ma da rispettare e con la quale convivere pacificamente, poiché tutta la natura, ed in particolare i boschi e le foreste sono i polmoni della Terra ed è anche grazie a loro che possiamo respirare aria pulita e sana.

Perché ancora oggi tanta gente si ispira a Chico Mendes per le loro lotte? Che cosa aveva di magico e stregante la sua figura?
Ogni cosa che toccava la assorbiva e voleva amicizie leali, le quali dovevano cambiare i fati umani e materiali. Non solo ma attraverso la figura di Chico Mendes si può ricostruire la storia del Brasile, ovvero questo stupendo Stato, non sarebbe arrivato ai giorni nostri come lo conosciamo, se non ci fosse nato, esistito, e morto lui.

Un momento fondamentale della lotta di questo semplice raccoglitore di caucciù è stato il 10 marzo 1976, quando nacquero gli Empate, ovvero un gruppo di persone che hanno seguito e seguono tuttora i suoi insegnamenti per la difesa della Foresta Amazzonica. Oltre agli Empate nacque il “Popolo della Foresta”, che ancora oggi in Brasile lotta per lo stop e la diminuzione dell’abbattimenti e dei roghi nella Foresta Amazzonica, e per la difesa dei suoi abitanti, uomini, piante, e animali che siano.

22 dicembre 2014. Saranno passati 25 anni dalla sua morte, che non è stata vana e dimenticata, poiché ancora oggi Chico Mendes è una bandiera che sventola nei cieli brasiliani e il suo spirito è ancora nella Foresta Amazzonica che difende i suoi abitanti e se vogliamo vederlo basta andare nella foresta e come per magia Lui ci verrà incontro e anche noi saremo il “Popolo della Foresta”.

Un personaggio che è arrivato anche nel mondo giovanile attraverso uno dei più importanti gruppi musicali italiani che sono i Nomadi, attraverso la canzone Ricordati di Chico, tratta dall’album “Gente come noi”, del 1991.

Lettera firmata da Stefano Bardi, cittadino chiaravallese






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-12-2014 alle 16:16 sul giornale del 23 dicembre 2014 - 880 letture

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