Monte Roberto: bracconiere cade nella rete delle guardie zoofile

2' di lettura 22/12/2014 - Nei giorni scorsi un altro bracconiere è stato denunciato dalle Guardie Volontarie Venatorie del WWF e della Legambiente per aver predisposto una micidiale trappola per la fauna selvatica. Il trappolatore, un pensionato di Monte Roberto, è stato sorpreso proprio nell’atto di disfarsi di due piccioni morti usati come esca per una trappola costituita da due cavetti d’acciaio ancorati saldamente ad una recinzione.


Una trappola questa particolarmente efferata, che causa un lungo strazio alle vittime, di solito volpi, cani o gatti e pertanto vietata dalla Legge che punisce chi la predispone con l’ammenda fino a 1.500 euro.

Le Guardie Venatorie, dopo il ritrovamento della trappola nelle vicinanze di un appostamento fisso di caccia, hanno atteso pazientemente l’arrivo del bracconiere. Infatti dopo circa un’ora è apparso un cacciatore con fucile in spalla che alla vista dei volontari della Legambiente e del WWF di Ancona ha cercato maldestramente di disfarsi dei due piccioni morti, successivamente recuperati dalle Guardie Venatorie e sottoposti a sequestro insieme ai due lacci in acciaio.

Il trappolatore è quindi stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per caccia con mezzi vietati ed il sequestro è stato convalidato dalla Procura della Repubblica di Ancona.

Un fenomeno, quello del trappolaggio nei confronti della fauna selvatica, ancora tristemente in uso in molti ambienti rurali e montani della nostra Provincia e che ogni anno è causa di atroce morte di decine di esemplari della fauna selvatica o dei nostri amici a quattro zampe come cani e gatti. Questa volta per fortuna le Guardie Venatorie Volontarie sono arrivate prima ed hanno interrotto questo caso di una pratica barbara e crudele, contro la quale il mondo venatorio dovrebbe opporsi fermamente.

Oltre ai controlli in materia venatoria, continuano anche le verifiche in materia di anagrafe canina da parte delle Guardie Zoofile del Nucleo di Ancona. Negli ultimi giorni sono stati infatti elevati numerosi verbali di accertamento in tutta la Provincia di Ancona ad altrettanti proprietari di cani, che non avevano provveduto ad iscriverlo all’Anagrafe Canina Regionale o che li detenevano a catena.

La Legambiente ed il WWF invitano tutti a non acquistare o regalare cuccioli di dubbia provenienza ma a recarsi presso i canili pubblici e privati della nostra Provincia per adottare un randagio e sottrarlo ad una vita in prigione.


da Nucleo Vigilanza WWF Italia - Ancona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-12-2014 alle 15:48 sul giornale del 23 dicembre 2014 - 1444 letture

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