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Sicurezza, osservatori volontari e passeggiate notturne: si o no?

ronde 2' di lettura 08/01/2015 - A seguito di quanto sta avvenendo sia per il susseguirsi di furti nelle abitazioni private che a carico delle strutture pubbliche, e non solo, per fare il punto sul problema e su una delicata questione, per anni lasciata nell'oblio, oggi rimessa in auge, senza dubbio fa fatta chiarezza sulla possibilità o meno della procedura finalizzata al coinvolgimento di associazioni tra cittadini per la segnalazione agli organi competenti di eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana ovvero di disagio sociale.

Questo è quanto previsto dalla normativa in vigore, dal decreto ministeriale dell'8 agosto 2009 concernente l'attuazione dei commi da 40 a 44 dell'art. 3 della legge 94/2009. In alcuni Comuni è stata adottata, in altri è in discussione.

Secondo la normativa in vigore:
"I Sindaci possono avvalersi della collaborazione di associazioni di cittadini emanando un'ordinanza sindacale con la quale si formalizza la propria volontà di ricorrere alle associazioni con l'indicazione degli ambiti di operatività e le modalità di cui all'art. 2 del D.M. che prevede fondamentalmente questo:
1) che l'attività venga svolta da nuclei composti da un numero di persone non superiore a tre, senza l'ausilio di mezzi motorizzati e di animali, senza armi o altri oggetti atti ad offendere,
2) che tali osservatori indossino un casacca, come previsto dallo stesso decreto,
3) che l'attività di segnalazione sia effettuata utilizzando esclusivamente apparecchi di telefonia,
4) che le modalità operative per l'impiego degli osservatori volontari siamo coordinati con i servizi della polizia municipale del comune interessato in modo che sia garantita un'idonea ricezione delle segnalazioni.


Questo è quanto previsto dalla normativa, dubbi e perplessità possono senz'altro crearsi sia per l'impiego di personale munito di casacche e/o altro, sia per le modalità, il piano di impiego, la formazione degli associati, le forme di controllo per il rispetto della convenzione, e soprattutto per l'individuazione dei presupposti oggettivi per effettuare le segnalazioni alle forze di polizia.

Non entrando nel merito e nelle considerazioni finali c'è da considerare comunque che di fronte a tantissime disposizioni, che possono anche creare confusione nella sua applicazione e, differenti prese di posizione, è fondamentale, prima di tutto, la collaborazione dei cittadini, usando i recapiti telefonici per eventuali chiamate alle Forze dell'Ordine, per applicare le norme che sono vigenti, nei principi sanciti dalla nostra Costituzione per una vera democrazia, di diritti, ma anche di doveri.


da Massimo Marinangeli
Comandante Polizia Municipale Monte S. Vito





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-01-2015 alle 23:02 sul giornale del 10 gennaio 2015 - 2230 letture

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