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Strage al Charlie Hebdo, ma siamo veramente in guerra in nome di un 'dio'?

3' di lettura 09/01/2015 - "Ma odio ne abbiamo in abbondanza, prima divisero nord e sud, poi città e città, e pensa: adesso ognuno è chiuso nella propria stanza, l’intolleranza danza, non c’è speranza…". Sembra si sia avverata l'ironica e drammatica profezia degli Articolo 31 che cantavano questi versi nel 1996, purtroppo però abbiamo anticipato i tempi, non siamo nel 2030 ma nel 2015.


La tanto decantata civiltà moderna in questo ha anticipato i tempi, per il resto ha fallito, sta fallendo completamente un processo per un futuro di civiltà avanzata ed integrata. I fatti di Parigi sono l’ennesima fotografia di come la distanza tra popoli, religioni e culture è più che mai abissale. Qualche domanda è giusto farsela però, a chi fa comodo tutto questo? Chi continua a fomentare quest’odio interculturale che sta mietendo vittime e sangue innocente? Siamo sicuri che tutto questo accade in nome di Allah o Dio? L’Occidente capitalista e pseudo-civile non riesce davvero ad intervenire nei territori dove questi terroristi regnano industurbati? Forse non è economicamente conveniente combattere i massacri africani (l’ultimo in Nigeria nelle ultime ore) non hanno un eco mondiale, non indignano ne l’opinione pubblica ne tanto meno chi dirige il grande gioco nelle stanze dei bottoni?

Dove c’è ricchezza e petrolio però riusciamo a denunciare lo scempio, l’inciviltà ed allora si alimentano i focolai di questi terroristi andando ad attaccare le loro terre e mietendo vittime ovviamente anche tra i civili campando scuse infantili come le armi nucleari inesistenti come nel caso dell’Iraq? Oppure dobbiamo credere che un solo uomo possa demolire il centro del mondo come successo l’11 settembre 2001 e letteralmente imbarcarsi in una guerra afgana senza strategia alla ricerca di un fantasma chiamato Bin Laden, che ironia della sorte, una volta trovato anni dopo in un bliz hollywoodiano è stato fatto sparire in fondo al mare senza una prova reale di ciò che è accaduto sul serio, perchè è semplicistico pensare che sia vera la pantomima cinematografica che ci hanno fatto vedere assieme al presidente Obama davanti alla tv.

Stando assolutamente lontani da ogni teoria complottista, non sembra assurdo tutto ciò? Non è assurdo lasciare la Siria in mano a dei fondamentalisti e rimanere spettatori morbosi dei loro filmati che ritraggono eroi tagliateste e che da anni minacciano le nostre terre per poi rimanere sorpresi se questi assassini attuano veramnete le loro promesse versando sangue innocente di giornalisti, disegnatori e vignettisti oggi a Parigi, di comuni cittadini ieri a Londra, Madrid, Sidney, Canada, New York.

Senza la presunzione e la stupidità di aver la verità in tasca e con la convinzione e l'ovvietà che certo, non siamo tutti uguali su questa terra, c'è da star sicuri che quella della religione, della guerra santa è solo uno scudo dove dietro sembrano nascondondersi solo interessi di potere ed economici. La storia ci ha insegnato questo. La storia ci ha insegnato che anche le Crociate Cristiane con la religione c’entravano davvero poco, anzi in verità di guerre per causa di un Dio non ce ne sono mai state, ce ne sono state in nome di Dio, ma non è la stessa cosa signori.

A noi che siamo le vere vittime di tutto questo disegno infernale, non resta che scannarci su opinioni, prendere la parte di questo o quello, senza probabilmente sapere la realtà delle cose se non quella che l’odio e l’intolleranza aumentano quotidianamente e lo scopo dei soliti signori della guerra e denaro è perfettamente raggiunto. Questa grande mano che muove le pedine ci costringe ad imbruttirci, a discutere su quale razza sia superiore e senza accorgecene siamo in guerra: domani piangeremo ancora civili occidentali, medio orientali, bianchi e neri, ammazzati per mano di assassini travestiti per mano di chissà chi da martiri religiosi o da soldati in missione di pace.


di Marco Strappini
redazione@viverejesi.it

 





Questo è un editoriale pubblicato il 09-01-2015 alle 21:29 sul giornale del 10 gennaio 2015 - 2490 letture

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