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comunicato stampa

Spese pazze in regione, Gianangeli (M5S): 'Legalità..alla marchigiana'

2' di lettura
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da Massimo Gianangeli
Consigliere comunale
per il Movimento 5 Stelle Jesi


Rimborsopoli e spese pazze, mega inchiesta giudiziaria sul milionario affaire biogas, concorsi d’oro: ormai la legalità sembra un optional nel palazzo della Regione Marche. I “rumors”, tanti e datati, stanno diventando avvisi di garanzia, avvisi di chiusura indagini, ecc…


Gravi vicende, sulle quali spesso ci siamo trovati in prima linea a difesa dei cittadini, dei diritti e della Giustizia sono a nostro parere la punta dell’iceberg che palesa l’humus di illegalità, con annessi presunti reati fra i più gravi del codice penale (dal peculato alla truffa ai danni dello Stato, alla corruzione, ecc…) e l'arrogante raggiro della Costituzione e delle regole dello Stato su cui amministratori e funzionari anche di nomina politica hanno innescato in molteplici occasioni la loro azione.

Le regole, in uno Stato “serio”, servono a garantire che in ogni vicenda, in ogni decisione, venga rispettato il bene comune e siano adeguatamente bilanciati i diritti della collettività con tutti gli interessi legittimi in gioco. La violazione delle leggi e della Costituzione, perciò, diventa un comportamento di una gravità assoluta ed inaccettabile, specie quando viene perpetrata da amministratori e funzionari pubblici, ben retribuiti per tutelare i nostri diritti e non per calpestarli tanto da diventare controparte di cittadini e di imprenditori “sani”. In nessun Paese “normale” un ceto politico/burocratico del genere sarebbe tollerato e sarebbero gli stessi partiti di appartenenza ad espellere certi personaggi, immediatamente, senza se e senza ma. Da noi, invece, i partiti arrivano a fare esattamente il contrario, mettendosi al servizio di chi viola le regole per cambiarle .

Ecco perché le cosiddette “riforme” spesso non sono altro che l’ennesimo tentativo all’italiana di aggiustarsi le norme e le regole dopo che per anni si è tentato di aggirarle e violarle. Tutto ciò a scapito di ignari cittadini, che saranno chiamati a pagare, in termini di perdita di diritti, di tutele, di servizi e di soldi, questo scempio del Paese e della Regione, a vantaggio dei pochi soliti noti sui quali viene accentrato potere e danaro pubblico.

A questa Giunta ed a questo ceto politico regionale emblemi della mala gestio ed a tutte le loro pessime declinazioni in sindaci servi o ricattati, segretari di partiti e partitelli che fanno finta di contare qualcosa, commensali con la tessera in tasca nominati nelle partecipate pubbliche con lauti stipendi ancora a spese nostre, vanno la nostra piena condanna politica e il nostro invito, prima che le ennesima censura arrivi dalla magistratura e dai territori, a chiedere scusa e ad uscire di scena al più presto, passando dalla porta della vergogna. Sì, quella vergogna di cui arrogantemente pare abbiano perso il senso...



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2015 alle 23:49 sul giornale del 14 febbraio 2015 - 1017 letture