Tutte le Stelle della Champions: per Mourinho solo vizi, sono finite le virtù

3' di lettura 12/03/2015 - Il Real Madrid di Ancelotti traballa, inciampa 4 volte ma riesce ad arrivare al traguardo dei quarti di finale. Il Chelsea di Mourinho invece cade rovinosamente in casa e viene eliminato con merito da un super Paris Saint Germain.

Il tecnico portoghese stavolta buca clamorosamente la tutto, dalla tattica alla mentalità nella partita di ritorno degli ottavi di finale della Champions, la competizione che Josè sente più sua.
Non basta un uomo in più per un'ora di gioco abbondante (l' esplusione di Ibrahimovic alquanto discutibile), i suoi giocatori non danno mai lo strappo decisivo al match, troppo prudenti, ragionatori e poco, troppo poco arrembanti per dominare un P.S.G. infarcito di talento e di voglia di giocare a pallone. Questa forse la sconfitta più grande del tecnico portoghese, non essere riuscito ad imprimere la sua mentalità (marchio di fabbrica imprescindibile nel suo credo calcistico) ai suoi uomini, apparsi veramente troppo poco affamati.

Altro fattore fatale al Chelsea è stata una tattica troppo prudente, ok, questa è una caratteristica delle squadre di Mourinho ma stavolta gli si è ritorta contro: il vantaggio dell'uomo in più non si è minimamente visto, il centrocampo dei francesi ha letteralmente palleggiato per l'intera contesa senza andare mai in affanno.

Onore invece al sempre troppo criticato Loran Blanc, nella doppia sfida la sua squadra ha ampiamente meritato il passaggio del turno, l'impresa ottenuta allo Stanford Bridge è un grande passo in avanti, forse inaspettato, di un P.S.G. talentuoso come sempre ma che ha ottenuto la vittoria grazie ad un grande cuore ed un acume tattico mai visto prima nella gestione stra-milionaria di Hamad Al Thani.
E' proprio il caso di dire allora 'Chapeau Monsieur Blanc' e se Ibra facesse pace con gli Dei della Champions chissà...

Nella prima serata di ritorno degli ottavi invece è andata in scena una recita tragicomica al Bernabeu di Madrid. I blancos hanno rischiato una clamorosa eliminazione incassando un poker dallo Schalke 04, I fischi che hanno avvolto gli uomini di un rattristito Carlo Ancelotti sono un segnale per nulla positivo in vista della fase decisiva della stagione. Ronaldo continua a fare il Ronaldo per la fortuna di tutti ma se gli uomini della 'Decima' non recuperano una fase difensiva decente sarà difficile superare anche il prossimo turno: troppo fragili e vulnerabili sono apparsi contro i tedeschi guidati dal sempre bravo Di Matteo.

Grandi emozioni quindi a Londra e Madrid, mentre senza tanto sudare, Bayern Monaco e Porto passegiano e proseguono a suon di goleade e divertimento il loro cammino europeo. Tutto semplicemente facile.

La Stella delle Stelle: Thiago Silva
Brasiliano vero, emozionale, sensibile, folle e dotato di un talento illimitato. Le continue lacrime mondiali, le troppe emozioni vissute da un carattere delicato come il suo sono state un macigno impossibile da sopportare, come la fascia da capitano toltagli a fine mondiale. La follia del fallo di mano ai supplementari poi? sarebbe stato un fardello letale; a quattro minuti dal termine invece, la faccia gentile del duo Luiz-Silva esce da un dramma sportivo personale che sembrava non finire più.
Il Cristo di Corcovado allunga le sue braccia fino alla lontana Londra e lo salva, un palonetto di testa delicato quanto spietato fa risorgere il centrale difensivo, definito da molti, il più forte in circolazione.
Silva questa volta esulta scomposto e scivola in ginocchio sulla verde erba dello Stanford: sul suo viso non ci sono più lacrime, solo un grande sorriso.


di Marco Strappini
redazione@viverejesi.it

 







Questo è un articolo pubblicato il 12-03-2015 alle 08:25 sul giornale del 13 marzo 2015 - 1300 letture

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