Tutte le Stelle della Champions: Tevez per se... per tutti

3' di lettura 19/03/2015 - Juve, eccoti la tua stella, il tuo campione si chiama Carlitos Tevez. L'Apache riscrive la sua timida storia in Champions League diventando ogni giorno più condottiero di una Juventus che sembra sia diventata pericolosamente ( per gli avversari, si intende ) europea nel DNA.

Come dicevamo dopo la partita d'andata di Torino, Allegri ha costruito una squadra che non ha più bisogno di uccidere gli avversari agonisticamente, i ritmi forsennati impressi dal Conte-style andavano a cozzare contro i periodi di poca forma che inevitavilmente durante una stagione arrivano sempre. Questa Juve invece, è squadra intelligente, pragmatica e anche se non da mai l'impressione di demolire l'avversario, lo doma, lentamente lo ipnotizza e alla fine ne ha la meglio. Può fare a meno del signor Pirlo e del fenomeno Pogba, pedine imprescindibili per qualunque squadra ed il risultato non cambia; di grande impatto, secondo il mio avviso, la vittoria ottenuta a Dortmund dove i ragazi di Allegri hanno dominato in lungo ed in largo lasciando al grande Borussia ( che non esiste più ) si e no un paio di tiri in porta. Dimostrazione di forza pura.

Cade il calcio inglese in maniera rovinosa, dopo Liverpool e Chelsea escono sia l'Arsenal che Manchester City. Un peccato vero per la squadra di Wenger che rimarrà una mezza incompiuta ma che è sempre un piacere vederla giocare: dentro le partite dei Gunners c'è tutta l'essenza del calcio inglese, la spregiudicatezza tattica ( spesso fatale ) il possesso palla che ammalia spettatori ed avversari, ritmi altissimi e continui capovolgimenti di fronte. Il professor Wenger esce di nuovo agli ottavi ma la sua filosofia di calcio è sempre da ammirare.

Il City invece sbatte contro il miglior Messi dell'anno, ok l'argentino non trova il gol ma è un continuo darsi alla causa regalando numeri a profusione e 5 assist che mettono i compagni soli davanti al portiere ( solo Rakitic ne approfitta ). Il terzo pallone d'oro assegnato a Cristiano Ronaldo ha ridato energie ed ispirazione al numero dieci blaugrana che risulta imprendibile per tutti ogni volta che parte palla al piede. Hart gli si accanisce contro negandogli il gol, oppure forse è lui che fa apposta a centrarlo di continuo giocando 'all'orsetto del circo' per punirlo dopo il rigore che gli ha parato all'andata: qualche dubbio viene quando uno delle ultime conclusioni ravvicinate della pulce centra con violenza il volto del portiere inglese.

Tirando le somme, tolte le tre big Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco la Juventus è sicuramente sullo stesso livello delle altre squadre che hanno raggiunto i quarti di finale. Sperando in un sorteggio bernevolo chissà che la sorpresa di questa edizione non sia prorpio la squadra di Allegri?

In fondo, come si diceva alla vigilia del match, per andare a Berlino si passa sempre da Dortmund...stavolta Fabio Caressa non lo devrà ricordare a nessuno: le valigie sono già pronte.


di Marco Strappini
redazione@viverejesi.it

 







Questo è un articolo pubblicato il 19-03-2015 alle 06:25 sul giornale del 20 marzo 2015 - 1334 letture

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