Confindustria e Banca Marche: il rapporto 2014 sull'industria marchigiana

8' di lettura 29/04/2015 - E' stato presentato da Confindustria Marche e Banca Marche il rapporto 2014 sull'industria marchigiana.



Quadro regionale su attività produttiva e commerciale
Il 2014 si è aperto con la conferma dei segnali favorevoli emersi in chiusura di 2013 e relativi a una possibile ripresa della dinamica congiunturale dell’economia regionale. Alla contenuta crescita dell’attività produttiva e di quella commerciale sull’estero, peraltro non generalizzata tra i settori, si è tuttavia affiancata la debolezza della domanda interna che si è protratta per tutto l’anno.
Nel corso dell’anno si è osservato un rallentamento della domanda estera che, solo nell’ultimo trimestre, ha mostrato un rinnovato vigore grazie anche alle condizioni favorevoli relative al basso prezzo del petrolio e alla dinamica dei tassi di cambio e di interesse.
Secondo i risultati delle Indagini Trimestrali del Centro Studi di Confindustria Marche, nella media del 2014, la produzione industriale è rimasta invariata rispetto all'anno precedente, risultato migliore di quello rilevato a livello nazionale (-0,6%)
Alla contrazione dell’attività produttiva registrata da minerali non metalliferi (-1,8%), alimentare (- 1,3%), tessile abbigliamento (-0,6%) e meccanica (-0,2%) si è contrapposto l’incremento sperimentato da gomma e plastica e legno e mobile (+1,8% rispettivamente) e dalle calzature (+0,3%).

Leggero incremento per l’attività commerciale dell’industria marchigiana: nella media del 2014 le vendite complessive sono cresciute dello 0,7% in termini reali rispetto al 2013. L’andamento in corso d’anno è apparso altalenante, condizionato dalla componente estera della domanda, con un primo trimestre di crescita seguito da due trimestri centrali in leggera flessione e una ripresa nei mesi finali.
Sul mercato interno, le variazioni negative sono andate attenuandosi in corso d’anno ma nella media del 2014, le vendite sono risultate in diminuzione dello 0,4% rispetto all’anno precedente.

Flessioni sono state registrate da minerali non metalliferi, tessile-abbigliamento, calzature e alimentare; stabile l’attività commerciale del legno e mobile mentre in crescita è risultata quella di gomma e plastica e meccanica. In aumento, invece, nella media del 2014 le vendite sull'estero (+1,8% rispetto all’anno precedente).

Consistente l’incremento registrato da legno e mobile (+5%), macchinari (+4,7%), tessile-abbigliamento (+3,8%), calzature (+2,8%); positivi anche i risultati per gomma e plastica (+0,9%), alimentare (+0,7%), minerali non metalliferi (+0,4%). In flessione, invece, le vendite sull’estero di apparecchi elettrici (-2%) e di prodotti in metallo (-1%).

Anche nel 2014 le Marche, con un incremento delle vendite all’estero del 7,5% rispetto al 2013, sono risultate tra le regioni che hanno contribuito maggiormente a sostenere l’export nazionale. Tale risultato è apparso decisamente superiore sia rispetto alla media nazionale (+2%) che a quella della ripartizione dell’Italia Centrale (+3%). Rispetto al 2013 il peso dell’export della regione sul totale nazionale è aumentato passando dal 3% al 3,1%. In espansione sono risultate le vendite verso i Paesi Ue (+12,3%) mentre sostanzialmente stazionarie quelle verso i Paesi extra Ue (+0,8%). Sale al 61,4% il peso dei mercati della UE28 sul totale delle esportazioni regionali (58,8% nel 2013).
Tra i Paesi dell’UE si segnala la crescita delle esportazioni verso il Belgio (+31,7%), la Germania (+24,5%) e il Regno Unito (+16,8%), a fronte delle flessioni registrate da Francia (-5,4%) e Spagna (-0,9%); tra i Paesi europei non UE diminuiscono le esportazioni verso la Russia (- 17,2%). In flessione anche le vendite verso Stati Uniti (-3,1%) e Cina (-7,2%). Nella graduatoria dei 4 primi 20 paesi di destinazione delle esportazioni marchigiane, il Belgio mantiene il primo posto con il 15,9% del totale; seguono la Germania con il 10,3% e la Francia con l’8,4%. Analizzando le esportazioni regionali in un arco temporale più ampio (2004-2014) si osserva che il livello del 2014 ha raggiunto e superato (+0,2%) il valore di massimo registrato nel 2007, anno precedente la crisi.

Mercato del lavoro
La dinamica occupazionale registrata nelle Marche nel 2014 è risultata migliore di quella nazionale. Gli occupati sono risultati in aumento di 9.600 unità, pari all’1,6% rispetto alla media 2013, frutto dell’incremento di 4.200 unità della componente maschile (+1,2%) e di 5.400 unità di quella femminile (+2%). Per quanto riguarda i settori produttivi, l’incremento ha interessato tutti i comparti: nella media del 2014, l’occupazione è cresciuta di 3.900 unità nell’industria in senso stretto (+2,1%), di circa 2.900 unità nei servizi (+0,7%), di 1.600 unità nelle costruzioni (+4,3%) e di 1.200 unità circa in agricoltura (+9,3%). In aumento anche le forze di lavoro (+0,6% pari ad oltre 4 mila unità) con il conseguente incremento del tasso di attività che ha guadagnato otto decimi di punto, attestandosi al 69,6% (68,7% nel 2013), valore più elevato sia della media nazionale (63,9%) che di quella delle regioni centrali (68,9%). In diminuzione di circa 5.500 unità i disoccupati (-7,3% rispetto al 2013), mentre il tasso di disoccupazione si è attestato al 10,1%, nove decimi di punto in meno rispetto al 2013. Il tasso di disoccupazione giovanile 15-24 anni nelle Marche si attesta al 36,4% (42,7% in Italia), mostrando un ulteriore incremento rispetto al 2013 (36,2%). Nel 2014 le ore di cassa integrazione sono risultate in diminuzione del 2,6% rispetto all’anno precedente passando da 51,3 milioni del 2013 a 50 milioni circa del 2014. In aumento sono risultati sia gli interventi straordinari (+35,8%) che quelli in deroga (+11,5%), mentre in diminuzione sono apparsi quelli ordinari (-51,3%).

Investimenti
In flessione, nel 2014, il consuntivo di spesa per investimenti delle imprese marchigiane, nonostante il positivo - anche se modesto - contributo di quelle più aperte al mercato estero. Sulla base dell'indagine condotta presso un campione di imprese industriali marchigiane, nel 2014 gli investimenti sono diminuiti del 5,7% rispetto al 2013 (-2,8% nel 2013). Il permanere di un quadro congiunturale complessivamente difficile ha frenato la spesa per investimenti scesa a livelli di poco superiori a quelli del 2009. Il crollo della domanda di beni di consumo, soprattutto sul mercato nazionale, unitamente ai bassi margini di profitto, hanno giocato in negativo nel processo di accumulazione, in particolare per le imprese di minori dimensioni e poco aperte ai mercati esteri. Ampiamente differenziato il quadro delle variazioni registrate tra le diverse tipologie di investimento. In crescita le principali componenti fisse rispetto al 2013: immobili (32,6%), impianti e macchinari (16,4%). In calo le principali componenti intangibili: pubblicità (-16,7%), ricerca e sviluppo (-22,4%) e formazione (-13,6%). Calo anche per la spesa in hardware e software (-13,2%) e in mezzi di trasporto (-1,7%). Le previsioni per il 2015 sono orientate verso una ulteriore flessione della spesa complessiva (-2,2%), che potrebbe tuttavia beneficiare dell’attenuazione del clima di incertezza della domanda interna e del miglioramento delle condizioni sui mercati esteri.


Innovazione, competenza tecnologiche e di mercato delle imprese
L’introduzione di innovazioni di prodotto da parte delle imprese è vincolata al possesso, o allo sviluppo, di determinate competenze tecnologiche e di mercato. Per analizzare le relazioni tra attività di innovazione delle imprese e generazione di competenze di mercato e tecnologiche abbiamo selezionato un campione di 533 imprese manifatturiere con oltre 10 dipendenti distribuite nelle regioni: Marche, Emilia Romagna, Veneto e Abruzzo. Delle 533 imprese intervistate, il 64,3% ha dichiarato di aver introdotto uno o più prodotti nel triennio 2012-2014, mentre il restante 35,6% non ha introdotto nuovi prodotti. Le attività innovative più sostenute, in termini di nuovi prodotti, hanno visto coinvolte le imprese guidate da fondatori e familiari coadiuvati da manager esterni. La combinazione di alcuni tratti positivi della governance familiare con la componente professionale del management esterno ha sospinto le attività di innovazione delle imprese del campione. Se il nuovo prodotto costituisce l’esito della creazione di competenze ma, al tempo stesso, è anche il tramite per generare nuove competenze nell’impresa, la combinazione della leadership familiare con il contributo del management esterno risulta dunque essere un esito particolarmente virtuoso e auspicabile per il rinnovamento strategico delle imprese presenti nel sistema manifatturiero regionale. Lo sforzo innovativo delle imprese inoltre è risultato più intenso sotto il profilo tecnologico rispetto a quello di mercato. L’attività internazionale delle imprese beneficia dello sviluppo di competenze interne: in altri termini, maggiore è il coinvolgimento estero delle imprese, maggiore la necessità per queste di sviluppare nuove competenze, in particolare sul fronte tecnologico, da trasferire nei prodotti. La relazione positiva appare tuttavia particolarmente netta nel caso di moderata e media attività internazionale delle imprese. Per il gruppo di imprese che esportano gran parte del fatturato (quota superiore del 70%), invece, la distanza rispetto allo stock di conoscenze in portafoglio appare minore, segnalando la presenza in azienda di competenze tecnologiche e commerciali idonee a rendere competitivi i nuovi prodotti destinati al mercato estero.


Previsioni del 2015
Secondo le previsioni degli operatori, il livello dell’attività economica tenderà a recuperare nel corso del 2015, grazie al traino della domanda estera ed alla progressiva ripresa di quella interna. In tutti i principali settori le previsioni risentono positivamente del favorevole clima della domanda estera. Restano generalmente migliori le previsioni per le imprese di media e più grande dimensione e, soprattutto, per quelle più aperte ai mercati esteri. Rispetto al 2014, gli imprenditori marchigiani prevedono un incremento della produzione nel 2015 dell’1,3%, mentre la crescita reale delle vendite è stimata pari al 2% sull’interno e al 3,7% sull’estero.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-04-2015 alle 16:02 sul giornale del 30 aprile 2015 - 1087 letture

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