Salvini, l'Arvoltura, Vivere Senigallia e la libertà di espressione

1' di lettura 14/05/2015 - I fatti sono noti, Matteo Salvini ha annunciato la sua presenza a Senigallia per un comizio, il Centro Sociale Mezza Canaja ha immediatamente annunciato una contromanifestazione. È finita con una piazza piena di poliziotti e lanci di uova contro il leader lombardo.

Ieri Vivere Senigallia ha pubblicato un articolo dei centri sociali che stigmatizzava la figura di Salvini e la sua presenza a Senigallia, accusandolo in particolare per le sue posizioni sui migranti che arrivano in Europa tramite il Mediterraneo.

Immediatamente su Facebook si è scatenata una salva di commenti contro Vivere Senigallia accusata di prendere le parti dei centri sociali, di essere parziale, di aver pubblicato un comunicato antidemocratico e pieno d'odio.

È evidente che si tratta di persone che non conosco Vivere Senigallia e che non sanno che noi siamo semplicemente la vetrina dove tutti a Senigallia possono esprimere la propria opinione. Ma il tenore, davvero forte, di alcuni commenti mi ha spinto a chiedermi che differenza c'è tra chi non vuole che qualcuno faccia comizi in piazza perché istiga all'odio e chi non vuole che qualcuno scriva comunicati sui giornali online perché istiga all'odio?

La risposta, ovviamente, è: nessuna.

Ma allora come rispondere alla violenza, verbale o fisica che sia? Bisogna semplicemente lasciarli parlare ed urlare?
Io credo di no. Le posizioni cariche d'odio e prive di umanità vanno semplicemente confutate con le parole, argomentando. Vivere Senigallia vi offre uno strumento, semplice, forse banale: i commenti. Difendiamo la democrazia.






Questo è un editoriale pubblicato il 14-05-2015 alle 17:30 sul giornale del 15 maggio 2015 - 5171 letture

In questo articolo si parla di vivere senigallia, michele pinto, politica, lega nord, editoriale, matteo salvini

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