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Tutte le Stelle della Champions: Juventus da impazzire, scacco matto alla Regina

4' di lettura 14/05/2015 - La Juve vola troppo alta per questo Real Madrid ed atterra senza problemi a Berlino. La Regina d'Europa si inchina alla freschezza del gioco degli uomini di Allegri che con una prova gagliarda tengono testa a Ronaldo e compagni al Bernabeu.

Tutto vero, tutto meritato. I bianconeri non perdono mai la bussola nella 'cattedrale' del calcio spagnola e anzi, dopo il pareggio di Morata rischiano di portarsi in vantaggio in più di un'occasione. Capolavoro di Allegri quindi, che è il vero artefice di un'impresa che tappa dopo tappa si è fatta sempre più concreta, sempre più raggiungibile. Scelte giuste in ogni occasione, sia di schemi che di uomini ed il gigante Real Madrid che dopo la partita di andata sembrava un pò meno gigante, alla fine si è rivelato un minuscolo collettivo che la fame di Vidal e compagni ha spazzato via in campo con grinta e qualità.

Personalità da vendere per questa Juve e smarrimento e uno strano senso di impotenza per i 'blancos' di Ancelotti che nemmeno una volta in vantaggio hanno saputo impremere il loro marchio alla qualificazione. L'unico veramente voglioso e caparbio è apparso Marcelo mentre tutti gli altri, Ronaldo compreso, sono apparsi quasi spaesati, con la sensazione che ognuno aspettasse il compagno che tirasse fuori una perla individuale capace di portarli di nuovo in finale. Morale della favola, le uniche perle dei padroni di casa le ha mostrate il contestatissimo Casillas che ha salvato prima su Marchisio poi su Pogba ( immenso malgrado il lungo stop) la debacle completa dei suoi. Il Madrid visto nella doppia sfida con la Juventus ha veramente deluso, la 'decima' ha tolto tante, troppe energie nervose agli uomini di Ancelotti che hanno speso le residue forze mentali per superare l'Atletico nei quarti di finale.

Onore e applausi alla Juve ma rischiamo di ripeterci settimana dopo settimana, ed allora spostiamo l'attenzione semplicemente al 6 giugno, quando a Berlino si giocherà la finale. Se lo scacco matto alla Regina è servito, sul campo tanto caro a noi italiani, Buffon e compagni si ritroveranno di fronte il Re del calcio in persona: Lionel Messi. Certo il Barcellona non è soltanto il fuoriclasse argentino, oltre a tante individualità di spicco si nota un'organizzazione di gioco spaventosa senza trascurare una fase difensiva sempre attenta dove Mascherano ne comanda tempi e dinamiche. Però, c'è un però, il secondo tempo visto a Monaco di Baviera lascia uno spiraglio, ok che la qualificazione era praticamente al sicuro ma i blaugrana sono sembrati finalmente umani, battibili, fragili, come può capitare a qualsiasi altra squadra. Ed una finale è sempre una finale, non c'è mai nulla di scontato ed i valori possono prendere parabole inaspettate. Allegri avrà tempo di studiare nel migliore dei modi come portare a casa Champions, stavolta si che sembra una vera impresa, ma se il centrocampo mantiene quei ritmi e quell'intensità e in difesa tirano fuori la partità perfetta...Se, se, se, si rischia di pensare già alla finale e non godersi il momento, perchè la verità è una soltanto: la Juve è a Berlino davvero, tre settimane per il popolo bianconero per sentirsi, a ragione, una grandissima d'Europa, vada come vada.

Un gruppo che negli ultimi 4 anni ha dimostrato di avere dei valori assoluti e anzi si è evoluto nell'ultima stagione, per buona pace del C.T. Antonio Conte che pensava...ma questa è tutta un'altra storia, o forse no? magari l'intuizione sbagliata di Conte è stata solo la prefazione di un romanzo perfetto,ora, ci manca da leggere soltanto l'ultimo capitolo. Che sia epico.

La Stella delle Stelle: Alvaro Morata

La doppia mancata esultanza ci fa storcere un pò il naso. Non è mica una mancanza di rispetto se fai il tuo mestiere con una maglia diversa a quella che senti più tua, quella casacca bianca che senti più come una seconda pelle e che magari speri un giorno di indossare di nuovo. Comunque sia, ovviamente è tutto perdonabile. L'uomo di queste semifinali in casa Juve non può che essere lui, il ragazzo che è stato mandato a farsi le ossa in Italia, ma oltre che a farsi le ossa, Perez e Ancelotti non avevano considerato che le ossa, il giovane Alvaro le avrebbe rotte a loro. Attaccante micidiale che sta sfruttando alla perfezione la vetrina che Allegri gli ha allestito su misura. Nella parte più importante della stagione, il numero 9 bianconero non ha solo risposto presente, si è alzato in piedi ed ha spiegato a tutti come si fa. Ora manca l'ultimo esame per questo studente che ha imparato in fretta, magari l'esultanza, quella più scomposta l'ha tenuta nascosta pronta ad esplodere prorpio a Berlino, dove segnare agli acerrimi nemici del Barcellona, per un madridista come lui, avrebbe ancora più gusto.







di Marco Strappini
redazione@viverejesi.it

 





Questo è un articolo pubblicato il 14-05-2015 alle 07:55 sul giornale del 15 maggio 2015 - 1954 letture

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