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Vivere Salute: rivalutato il caffè, ci fa invecchiare bene!

Caffè 3' di lettura 16/07/2015 - Siamo un popolo di bevitori di caffè, la bevanda più consumata al mondo dopo l’acqua. La utilizziamo per scandire le nostre pause, per i momenti di convivialità e, perché no, come premio per aver vinto una scommessa.


Studi recenti lo rivalutano in toto, non solo per le sue caratteristiche “stimolatorie” del sistema nervoso, ma per alcune proprietà ben più interessanti. L’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) ha rassicurato gli italiani dichiarando che “Dosi singole di caffeina fino a duecento milligrammi e dosi quotidiane anche doppie non destano preoccupazioni in termini di sicurezza per gli adulti”.
Ciò significa che diventano più sicure le abitudini di molte persone che a colazione, a metà mattinata e dopo pranzo (quindi 3 tazzine al giorno) amano sorseggiare una tazza di caffè.

Dobbiamo tuttavia fare una precisazione per quanto riguarda bambini, adolescenti e donne in gravidanza. Nei bambini (3-10 anni) e adolescenti (10-18 anni) L’Efsa dichiara che «l’assunzione quotidiana di tre milligrammi di caffeina per chilo di peso corporeo – all’incirca mezza tazzina di caffè per un bimbo di venti chili – è esente da rischi». Una quantità da non superare, però, perché lo sviluppo del cervello si completa dopo la maggiore età e fino a quel momento gli eccessi di caffeina vanno evitati. Attenzione, quindi , all’abuso continuo al caffè per affrontare le ore di studio, tipico negli adolescenti.

Quanto alle donne in gravidanza, la raccomandazione è di non superare dosi pari alla metà di quelle indicate per tutti gli altri adulti: meglio dunque fermarsi al di sotto delle due tazzine di caffè.

Il caffè torrefatto (ossia tostato a partire dai semi della pianta Coffea) contiene molteplici sostanze che ritroviamo nella bevanda grazie all’idrosolubilità. Tra queste sostanze sicuramente la più conosciuta è la caffeina, alcaloide dai noti effetti eccitanti e psicostimolanti (aumenta l’attenzione e la vigilanza). Una volta bevuto il caffè, la caffeina che è in esso contenuta, raggiunge la massima concentrazione nel sangue dopo due ore (anche se ad alcuni individui bastano 20 minuti) e può attraversare la barriera ematoencefalica svolgendo così le sue note funzioni stimolanti.

Una tazzina di caffè, di norma, contiene meno di cento milligrammi di caffeina. Dosi inferiori si riscontrano nel caffè decaffeinato (3 milligrammi), nel tè (20 milligrammi), nella cioccolata calda (4 milligrammi).

In realtà oltre alle sopracitate e ben conosciute azioni della caffeina, sembra che essa abbia anche effetti benefici contro alcune patologie neurovegetative. Si sono susseguiti numerosi studi che hanno associato il regolare consumo di caffè (2-3 tazzine) ad una riduzione significativa della probabilità di incorrere nel morbo di Parkinson e di Alzheimer.

Oggi si parla anche di una possibile riduzione del rischio di sviluppare il diabete di tipo II e i tumori al fegato e all’endometrio e si esclude una correlazione tra il consumo di caffè e i casi di infarto del miocardio e tumore al seno.

Sicuramente c’è ancora molto da studiare ma certamente queste premesse sono buone. Possiamo quindi affermare che il consumo di tre tazzine al giorno, in persone sane, non costituisce un rischio per la salute, ma potrebbe addirittura migliorarla! Aspettiamo sviluppi futuri… nel frattempo per iniziare al meglio la giornata facciamo una buona colazione, facciamoci dare un abbraccio da chi ci ama e … prendiamo un caffè!


dalla dott.ssa Michela Abbatelli
Biologa Nutrizionista
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-07-2015 alle 15:31 sul giornale del 17 luglio 2015 - 1799 letture

In questo articolo si parla di attualità, salute, benessere, caffè, Michela Abbatelli, biologa nutrizionista, vivere salute

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