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comunicato stampa

20 luglio, giornata della Liberazione e della libertà dal pregiudizio

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da Paola Cocola


Arrivano alla spicciolata e si spandono nel piccolo spazio sterrato davanti al Monumento al Bersagliere che, nella circostanza, ha avuto la sua parte di gloria spegnendo ben trenta candeline.



Opera di Giuseppe Campitelli, fu realizzato su iniziativa della sezione jesina “Guido Giovagnoli” dell'associazione Nazionale dei Bersaglieri, e inaugurato il 28 maggio del 1985. L’aria è ferma, calda, stanca come la sera che allunga tutt’attorno le sue ombre. E come il ricordo. Settantuno appuntamenti lì, al solito posto, per ricordare le solite cose…tenendo davanti agli occhi ben presenti la catastrofe economica, etica e sociale attuale…Si può non essere stanchi? Me lo chiedo, scrutando e soppesando l’onestà del mio pensiero.

La cerimonia scorre veloce, leggera. L’assessore Butini, guidato dalle note del Silenzio, presenta il suo omaggio ai caduti, rievoca i fatti con essenzialità: «Il 20 luglio del 1944, settantuno anni fa, Jesi fu liberata dalla occupazione tedesca nazifascista, ad opera degli Alpini del Battaglione Piemonte. Il 19 luglio, però, protagonisti furono i Bersaglieri del Corpo Italiano di Liberazione impegnati per lunghe ore in scontri a fuoco con la retroguardia dell’esercito tedesco in ritirata. Scontri nei quali perse la vita il Sergente Maggiore Giuseppe Riccardi, insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria per i molteplici atti di eroismo e promosso sottotenente di complemento a far data dal 18 luglio 1944…».

Poi, Butini lancia una domanda e, assieme, una proposta altrettanto essenziale: «Come possiamo oggi e ogni giorno onorare la memoria e preservare quel bene prezioso che questi giovani ci hanno lasciato, ossia la libertà? Da oltre settant'anni, il nostro territorio, e buona parte dell’Europa, è esente dalla guerra o quanto meno dalla guerra per come la intendiamo in senso tradizionale. Possiamo quindi affermare che la libertà civile, politica e amministrativa sia conservata. E invece assistiamo a continue minacce, a episodi che provocano scintille capaci potenzialmente di innescare un fuoco anche di grandi dimensioni. Spesso, alla radice di questi episodi, c’è il pregiudizio. Mi sento di proporre allora che questa giornata, così importante per la città di Jesi, diventi anche la giornata della libertà dal pregiudizio, figlio dell’ignoranza, della scarsa conoscenza dei fatti e delle persone. E per questo motivo, sono particolarmente lieto della presenza, a questa celebrazione, dei rappresentanti della comunità musulmana che vive e lavora nella nostra città…Condividere questa giornata con persone nate molto lontano da qui e che vivono qui, assieme a noi, ha il significato di trasmettere loro valori di solidarietà, di altruismo, di rispetto reciproco, dei beni comuni, della città, di rettitudine morale…»

E ancora, l’assessore, rivolgendosi ai bambini dai volti dei tanti colori dell’umanità, immobili in pantaloncini polverosi e pallone stretto al fianco, schierati a scala davanti e accanto “ai rappresentanti di valori così forti e radicati nel nostro spirito”, inconsapevoli della bellezza della loro presenza nel mezzo della solennità della scena e delle persone, fa: «Raccontatelo ai vostri amici, questo è un posto importante, quasi sacro, tenetelo pulito, contribuite anche voi a dare una mano a rendere omaggio alle persone per cui il monumento è stato costruito, a ricordare i valori importanti che ci fanno stare qui insieme questa sera!» Valeva la pena ritornare ancora? Sì, per ritrovare di nuovo la speranza…





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-07-2015 alle 14:37 sul giornale del 24 luglio 2015 - 936 letture