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Sanità, Tribunale del Malato:'Riduzione delle sedute operatorie, pazienti in ginocchio'

sala operatoria 2' di lettura 17/10/2015 - Non solo Pronto Soccorso a creare disagi ai pazienti ora  si aggiunge  un'altra tagliola sulla testa dei cittadini: la riduzione delle sedute operatorie di tutta l'area chirurgica  da ortopedia, chirurgia,urologia ,ginecologia , oculistica e otorino.

Nuovi ed ulteriori tagli sono state apportati di recente alle sedute operatorie dell'area chirurgica; si  pensi che dai dati in nostro possesso da quando il nuovo ospedale è entrato in funzione ad oggi vi sono stati i tagli alle sedute operatorie pari al 30 % rispetto a quelle che si facevano al Viale.

Pazienti disperati vengono tutti i giorni presso i nostri uffici per denunciare liste di attesa per interventi sempre più lunghe , anche per patologie dolorose e invalidanti .

E tutto ciò avviene in quello che le nostre Istituzioni avevano chiamato ospedale modello ; in quello ospedale dove vi sono sale operatorie di alto livello tecnologico che però funzionano a mezzo servizio.E cosi i pazienti devono fare i conti con liste di attesa di questa portata: 8 mesi per interventi  al tunnel carpale della mano , 12 mesi per un alluce valgo , 11 mesi per una protesi alle ginocchia ,8 mesi  per un intervento per ipertrofia prostatica . 10 mesi per un  varicocele ,e 12 mesi per emorroidi . Cosa ancora più preoccupante è che ad esempio per Ortopedia si stanno  allungando anche le liste di attesa per gli interventi sui  traumi ,ambito  questo dove non si può assolutamente temporeggiare in quanto il ritardo potrebbe causare danni permanenti ai pazienti.

Il caos e il disorientamento dei pazienti è poi aggravato dal fatto che essi non hanno possibilità di seguire l'evoluzione e le tempistiche delle liste di attesa  in quanto non risultano consultabili da nessuna parte con buona pace di quanto sancito dal DL n.33 del 14 marzo 2013 che all'art.41 le aziende sanitarie pubblichino i tempi di attesa previsti e i tempi medi effettivi di attesa per ciascuna tipologia di prestazione erogata . Conseguenza di tutto ciò è che il paziente si rivolge ad altra struttura o ancora peggio al privato .






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-10-2015 alle 07:53 sul giornale del 17 ottobre 2015 - 1150 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, Tribunale dei Diritti del Malato

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