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Grande Oriente d'Italia: il Gran Maestro Bisi risponde alle polemiche 'Superato ogni confine della ragione e del buonsenso'

3' di lettura 22/10/2015 - Cercare di trasformare la spontanea e normale partecipazione a un convegno pubblico, organizzato a Jesi dal Grande Oriente d’Italia, in uno squallido caso per la presenza del vice sindaco e del presidente del consiglio comunale, è un atto di basso profilo in contraddizione con la storia delle Marche, che si è sempre contraddistinta per la sua cultura e accoglienza.

L’intervento sui quotidiani locali di alcuni consiglieri comunali, ci sembra proditorio e pretestuoso. Per questi consiglieri jesini, i rappresentanti del Comune, non avrebbero dovuto essere presenti al nostro evento, anzi addirittura avrebbero dovuto specificare e giustificare perché e a che titolo erano lì. Ci pare, facendo ricorso a tutta la tolleranza che predichiamo e attuiamo dentro e fuori i nostri Templi, che si sia superato davvero ogni confine della ragione e del buonsenso. Il Grande Oriente d’Italia-Palazzo Giustiniani, organizza da sempre convegni ai quali partecipano personalità di rilievo del mondo politico, culturale e giornalistico, molti dei quali non sono iscritti al nostro glorioso Ordine. Che svolge la sua attività di Istituzione libero muratoria portatrice di grandi valori e di agenzia etica riconosciuta, da sempre con grande rispetto da parte di altre Istituzioni e della Società. Non è ammissibile e/o pensabile che chi intende presenziare alle nostre manifestazioni debba essere additato come colpevole di qualcosa, quasi del delitto di lesa maestà.

La Massoneria del Grande Oriente che ha sempre espresso con forza e vigore il suo libero pensiero e difeso le libertà personali, ritiene che in ogni paese civile ogni cittadino sia libero di comportarsi come vuole nel pieno rispetto della Costituzione. I massoni sono liberi cittadini, come lo sono i politici, e hanno gli stessi diritti di tutti, così come qualsiasi rappresentante comunale o meno ha il diritto di partecipare a qualsiasi evento. Senza che ci sia chi debba artatamente speculare per fini ed interessi personali o di parte. A questi atti che vogliono mettere in cattiva luce il Grande Oriente d’Italia o dare fastidio noi risponderemo sempre con orgoglio, fermezza e la bellezza delle nostre azioni e del nostro lavoro volto al Bene dell’Umanità. Durante la mia visita nelle Marche, con grande dispiacere e con profonda delusione, ho appreso anche delle vicissitudini del coro giovanile “Le verdi note” di Fabriano. Mi è stato riferito che alla base della decisione di "sfrattare" il coro, ci sarebbe stata la sua partecipazione alla Gran Loggia dello scorso aprile a Rimini. Una presenza che qualche prelato ancorato ai retaggi del passato non ha gradito. Il Grande Oriente d’Italia e i 23mila fratelli che rappresento, di fronte ad una vicenda del genere esprimono la loro vicinanza ai ragazzi del coro e ai loro genitori e sperano che la stucchevole decisione possa rientrare consentendo alla maestra di proseguire la bella attività con i ragazzini che la ammirano. Noi faremo di tutto per averli ancora graditissimi ospiti nella prossima Gran Loggia del 2016. Anche “Cantare per la Massoneria” come “partecipare ad un convegno” non è né un reato né una colpa grave. Spero che anche in questa vicenda qualcuno rifletta a lungo e torni, con il retto uso della ragione e di sentimenti che nascono dal cuore, su una decisione che appare preconcetta e profondamente ingiusta.


da Grande Oriente d'Italia
Collegio Circoscriz.le dei MM.VV. delle Marche





Questo è un articolo pubblicato il 22-10-2015 alle 12:20 sul giornale del 23 ottobre 2015 - 1158 letture

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