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Motomondiale: Rossi, Marquez e la 'Legge della Strada'

3' di lettura 26/10/2015 - Se il vicino di casa ti lasciasse la spazzatura sul tuo pianerottolo tutti i giorni e dopo i tuoi continui avvertimenti lui non la smettesse anzi continuasse imperterrito con l'aria da sfida? Dopo una settimana potresti anche perdere i nervi no? ed un bel calcione nel sedere non sarebbe davvero fuori luogo.


Non si potrebbe anche parafrasare in questo modo la sfida del Motomondiale di domenica in Malesia? Hanno perso tutti, perchè in questa bagarre da cortile ognuno ha fatto i propri sbagli ma correre per provocare un avversario e non per vincere è la cosa più triste che si possa vedere. Sopratutto se chi lo fa non lo fa per ordini di scuderia ma per antipatia o simpatia personale, cose che nemmeno all'asilo nido...

Valentino si è suriscaldato un pò troppo ma proverei a chiedere a chi lo ha attaccato duramente ( dai social alle grandi testate giornalistiche del lunedì) di mettersi nei suoi panni per un momento. Ti stai giocando il Mondiale contro un avversario che forse in questo momento della stagione è un pò più veloce di te in pista, hai perciò bisogno di ogni arma tattica e mentale per restargli attaccato alle ruote e provare chissà a sfruttare ogni eventuale errore dell'avversario ed invece il terzo incomodo ( il più veloce del lotto in modo indiscutibile) ti dichiara guerra aperta con un comportamento che non può essere punito dal regolamente ma è palesamente antisportivo, provocatorio ed ingiustificabile. Ed è li che è venuta fuori la legge della strada, quella che tra UOMINI VERI regola le situazioni, i duelli... da sempre. Tutto qui, Valentino è caduto nella trappola della burocrazia, la legge della strada non va mai a braccetto con i regolamenti ufficiali ed ora il suo storico decimo mondiale si allontana vistosamente. Attenzione: si allontana, non svanisce, in queste 2 settimane che ci separano da Valencia scorreranno infinite parole, improbabili congetture e sorprendenti verità, come quella che Valentino ha denunciato a sorpresa nella conferenza del giovedì pre-gara.

Quella frecciatina lanciata dal Dottore gli è tornata indietro sottoforma di conferma, amara conferma che la frustrazione spagnola era concreta e vile. Concreta nel comportamento di Marquez e vile nelle parole di Lorenzo, l'unico che poteva uscire da signore dalla vicenda, in silenzio e con una grande fetta di titolo in tasca e che invece, come si dice, ha perso una grande occasione per non fare una figuraccia aprendo bocca a sproposito ed affogando sotto un'onda che doveva soltando cavalcare in silenzio. Nei momenti più delicati e dove la tensione la fa da padrona viene fuori il vero carattere delle persone, Lorenzo è questo.

La risposta più chiara che non ammette repliche invece l'abbiamo vissuta sul podio quando Vale Rossi è stato osannato dal pubblico ed una volta venuto il turno della premiazione di Lorenzo il pubblico ha preferito un quasi unanime assordante silenzio. Questo significa più di tante parole, delle provocazioni, dei calcioni e persino più del decimo mondiale tanto agoniato dal pesarese.

La 'Legge della Strada' non ammette repliche, il Popolo è Sovrano o sbaglio?


di Marco Strappini
redazione@viverejesi.it

 





Questo è un articolo pubblicato il 26-10-2015 alle 10:17 sul giornale del 27 ottobre 2015 - 1986 letture

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