Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 1 novembre Tutti i Santi

vescovo Gerardo Rocconi 31/10/2015 - Dal Vangelo secondo Matteo.

 In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: 

  "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.

  Beati gli afflitti, perché saranno consolati.

  Beati i miti, perché erediteranno la terra.

  Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati.

  Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia.

  Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.

  Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

  Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.

 Beati voi, quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli". Parola del Signore

  Omelia

Tre pensieri oggi ci guidano:

1- C'è un altro modo di pensare la nostra vita? Esiste un progetto di Dio...?

2- Quale speranza ci sostiene nelle nostre lotte quotidiane?

3- Il Signore ci vuole santi. La vita è una opportunità che ci è donata per diventare Santi. Cosa vuol dire essere santi?

 Oggi la Chiesa contempla coloro che sono arrivati: i Santi. Di tutte le categorie: importanti, nascosti, umili, peccatori ma radicalmente convertiti, omicidi, ladri e adulteri, ma rinnovati dalla grazia di Dio. Santi sono anche i nostri parenti che ormai hanno raggiunto Dio e lo vedono.

 Poniamoci ora queste tre domande:

1- Il progetto di Dio

 Leggiamo nell'Apocalisse: "Apparve una moltitudine immensa": ecco il progetto di Dio. Come un padre e una madre che nel giorno di festa invitano a casa i figli lontani, così Dio celebra la sua festa, nella sua casa, chiamando attorno a sè i suoi figli . Ed è una festa senza fine. E' l'ottavo giorno della Creazione, è quello definitivo, è il giorno senza tramonto, è il giorno in cui non ci sarà più cambiamento, perché immersi in una pienezza di gioia e di pace, con Dio.

 Tutto questo perché "siamo realmente figli di Dio," ci ricorda Giovanni.   Questa festa senza fine ha avuto inizio con la Pasqua di Gesù. La resurrezione di Gesù è la nuova creazione nella quale possiamo entrare tutti.   

 Ecco chi sono i santi: sono quelli che vivono nella nuova creazione iniziata con la Pasqua. Sono il frutto della morte e resurrezione di Gesù, e ora  vivono nell'abbraccio del Padre in una festa senza fine. Questo è il progetto di Dio: che tutti raggiungiamo questa meta. E la sofferenza di Dio sta proprio nel fatto che tanti uomini sono in fuga. E Dio li cerca e tutti vuol raggiungere perché siano santi.  

2- Quale speranza per questa Chiesa pellegrina?

 Chi è quella "moltitudine immensa" di cui parla l'Apocalisse? E la risposta è che si tratta di coloro che sono passati attraverso la grande tribolazione.  Questa grande tribolazione è innanzitutto la persecuzione che i cristiani hanno dovuto sostenere.

 Ma  il riferimento è anche tutti gli uomini che devono sostenere la fatica del vivere, la fatica di ogni giorno, la fatica per essere fedeli al Signore, la fatica di amare anche quando è difficile.

 Per questo guardando a questa moltitudine di fratelli "arrivati" la Chiesa che cammina sulla terra nella lotta e nell'oscurità della fede, riceve un incoraggiamento e una sicura speranza.

 E' importante che sempre, ma soprattutto nei momenti più impegnativi della vita guardiamo in alto, dove Cristo e ormai tutta la moltitudine dei salvati ci attendono e ci dicono che la vita terrena ha uno sbocco, ha un punto di arrivo, ha un felice traguardo che appunto è la beatitudine dell'abbraccio di Dio e della compagnia dei fratelli salvati.

 

3- Diventare Santi.

 Accanto alla speranza  che ci vuol donare, il Signore ci dice che Egli ha un progetto su di noi. Vuole che siamo santi. Siamo stati chiamati a vivere per diventare santi. La nostra è una vocazione alla santità.

 La santità è un dono meraviglioso del Signore, che indica la sua predilezione, il suo amore. Santo è solo Dio il quale ci vuole simili a lui.

 Il modello della santità è Gesù. Come fare a diventare Santi? Diventando sempre più simili a Gesù, accogliendo Gesù nella vita, diventare come Gesù dei Figli per cui possiamo parlare come Lui: "Abbà, Padre".

 A questo dono bisogna pur dare una risposta, bisogna pur accettarlo. E la risposta è  imitare Gesù, vivere le beatitudini, perché vediamo in questa pagina del vangelo una fotografia di Gesù.

 Se vogliamo essere come Gesù leggiamo le beatitudini, viviamole senza tanti fronzoli, e saremo veri seguaci di Gesù, e soprattutto beati, felici, perché è l'autentico cammino della santità:

 "Beati i poveri in spirito, Beati gli afflitti, Beati i miti, Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, Beati i misericordiosi, Beati i puri di cuore, Beati gli operatori di pace, Beati i perseguitati per causa della giustizia, Beati voi, quando vi insulteranno, vi perseguiteranno...." 

 Beati noi, rallegriamoci ed esultiamo, perché questa è la via della santità, è la via per appartenere a quella folla immensa dei salvati.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-10-2015 alle 19:49 sul giornale del 02 novembre 2015 - 2125 letture

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