Ultimi biglietti disponibili al botteghino per il 'Don Pasquale' di Donizetti

05/11/2015 - Ultimi biglietti disponibili al botteghino per il “Don Pasquale” di Donizetti, secondo titolo del cartellone della 48^ Stagione Lirica di Tradizione del Teatro Pergolesi in scena venerdì 13 novembre alle ore 20.30 con replica domenica 15 novembre alle ore 16 e anteprima giovani mercoledì 11 novembre alle ore 16).

L’opera buffa torna a Jesi dopo 31 anni di assenza (fu rappresentata per l’ultima volta nel 1984) in una coloratissima e divertente produzione firmata nella regia da Andrea Cigni per un ambientazione contemporanea che guarda al mondo della commedia musicale americana e al cinema di Hollywood.

Si tratta di una operazione fortemente voluta dalla Fondazione Pergolesi Spontini, che ha collaborato con i Teatri di Opéra-Théâtre de Clermont-Ferrand per portare in Italia un nuovo allestimento coprodotto con i Teatri di OperaLombardia. 13 i Teatri coinvolti nella produzione, 8 francesi (Clermont-Ferrand, Reims, Limoges, Rouen Haute-Normandie, Saint-Étienne, Massy, Avignon, Opéra de Vichy) e 5 italiani (con Jesi sono Bergamo, Como, Cremona, Pavia).

Il capolavoro di Donizetti sarà diretto da Giuseppe La Malfa, sul podio della Form Orchestra Filarmonica Marchigiana, il Coro Lirico Coro Lirico Marchigiano “V. Bellini” è preparato da Carlo Morganti. Scene e costumi di Lorenzo Cutùli, light designer Fiammetta Baldiserri. Grande attesa è per il basso-baritono Paolo Bordogna, protagonista nel ruolo di Don Pasquale e tra i importanti interpreti di ruoli buffi. Al suo fianco Maria Mudryak (Norina), Pietro Adaini (Ernesto), il vincitore del Concorso AsLiCo Pablo Garcia Ruiz (Malatesta), Claudio Grasso (un notaio).

“L’epoca durante la quale abbiamo collocato la vicenda è la metà del Novecento – spiega il regista del Don Pasquale, Andrea Cigni - La fonte primaria di ispirazione è stato proprio il carattere di Don Pasquale, il suo essere ‘taccagno’. Una sorta di vecchio ‘avaro’ cui interessa fondamentalmente proteggere il proprio patrimonio e per far ciò utilizza ogni mezzo, anche il matrimonio combinato (seppur con una giovane ed avvenente ragazza). L’oggetto più evidente che ci è balzato subito alla mente, riconducendolo ad una sorta di ‘Paperon de’ Paperoni’ umano o un Mr. Scrooge del romanzo di Dickens, è la cassaforte: l’elemento che chiude e protegge il suo ‘tesoro’, la sua ricchezza materiale, ma che avrà poi il compito di racchiudere il vero tesoro dell’opera nel finale. La casa di Don Pasquale è dunque un’enorme ed inespugnabile cassaforte, dentro alla quale è difficile entrare. Opposto al mondo di Don Pasquale è il mondo fiorito, lieto, gaio, di Norina, che fa davvero da contraltare alla cupezza del vecchio e che pian piano lei saprà far prevalere, rompendo la tristezza del caveau. Con lei sono Malatesta (un esuberante e stravagante personaggio), ed Ernesto l’innamorato gentile che tutte le ‘Norine’ del mondo vorrebbero avere. In un vortice di comicità e di sentimentalismo si incroceranno tutti questi mondi, annullando il mondo della cassaforte di Don Pasquale. Alla fine della nostra storia resta il vero e unico tesoro, l’amore dei due giovani, incorniciato in una romantica cartolina dal titolo: “Roma, Ti amo!”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-11-2015 alle 23:46 sul giornale del 06 novembre 2015 - 823 letture

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