Vivere Salute: carne rossa, solo conferme e tanto allarmismo

carne rossa 3' di lettura 06/11/2015 - La notizia che in queste ultime settimane incalza e che ci sta facendo tanto discutere non ha bisogno di preamboli o presentazioni e soprattutto non ci dici niente di nuovo.

Salsicce, wurstel, prosciutti e salami possono causare il cancro, mentre le carni rosse non lavorate sono un po’ meno pericolose. È questo il verdetto definitivo dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology.

Cosa cambia quindi? A noi consumatori molto poco se non che, nuovamente, viene confermato qualcosa che si sa da tempo ossia che consumare troppa carne rossa e soprattutto troppi insaccati/affettati aumenta il rischio di contrarre cancro. E, permettetemi, cosa più importante, ci conferma nuovamente come l’alimentazione in generale e le scelte che quotidianamente facciamo  a tavola, incidono fortemente sull’insorgenza o meno di patologie (anche non strettamente tumorali, tipo diabete, ipertensione ecc..)

Con questa nuova classificazione ( che vede gli insaccati nel gruppo 1 ossia nel gruppo dei cancerogeni certi mentre la carne rossa la troviamo nel gruppo 2A ossia dei probabilmente cancerogeni), però, l’agenzia IARC (ossia l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro)  manda informazioni ufficiali ai governi che non potranno più non tenerne conto e stilare quindi raccomandazioni per la popolazione. 

Come dobbiamo comportarci?

Stiamo attenti agli allarmismi. Anna Villarini, biologa esperta di Scienza dell’Alimentazione, e ricercatrice presso il Dipartimento di medicina preventiva presso L’Istituto dei tumori di Milano ha dichiarato: "Andiamo a guardare bene gli ingredienti riportati in etichetta e scegliamo quelli che non hanno la presenza di sali di nitrito e di nitrato". Si perché ha rendere particolarmente nocivi gli affettati e la carne rosso sono proprio gli additivi e i processi di trasformazione a cui certe carni sono sottoposte. Alcuni conservanti che vengono aggiunti si trasformano in cancerogeni all’interno dello stomaco. Quindi, come per gli zuccheri, andiamo a guardare bene gli ingredienti riportati in etichetta e scegliamo quelli che non hanno la presenza di sali di nitrito e di nitrato che si chiamano anche E249, E250, E251, E252.

Questo non significa posare la forchetta o diventare necessariamente vegetariani, ma piuttosto provare a modificare le nostre abitudini. Si sa, la popolazione mangia ancora troppi pochi legumi, con una frequenza che somiglia molto a quella invece consigliata per le carni rosse. Questo non va bene. La nostra dieta deve essere il più varia possibile, alternando tra loro le fonti proteiche che sostituiscono l’incarto di affettato  presente in molte tavole (soprattutto per motivi pratici e di facilità di utilizzzo). Proviamo quindi a mangiare una volta in più il pesce e i legumi, avremo già fatto un grande passo avanti per la nostra prevenzione.

Concludo con una riflessione non nutrizionale… Se dovessimo evitare ogni singola sostanza che secondo l’OMS può causare il cancro allora dovremmo completamente smettere di esporci al sole! Vi sembra ragionevole vivere senza sole? È pure lui in categoria 1 ossia nei cancerogeni certi! Vietiamo il sole? Il sole è necessario alla vita, ed è fondamentale per la sintesi di VIT D tanto importante per le nostre ossa. Ma si sa anche che passare ed esporsi senza protezione al sole estivo senza indumenti né protezione per anni, costituisce un pericolo per la salute, ben più grande della carne trasformata, e si hanno a disposizione numerosi dati epidemiologici a dimostrarlo.


dalla dott.ssa Michela Abbatelli
Biologa Nutrizionista
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-11-2015 alle 09:52 sul giornale del 07 novembre 2015 - 1657 letture

In questo articolo si parla di attualità, allarmismo, Michela Abbatelli, biologa nutrizionista, vivere salute

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/ap8M

Leggi gli altri articoli della rubrica Vivere Salute