Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 8 novembre

vescovo Gerardo Rocconi 4' di lettura 08/11/2015 - Dal Vangelo secondo Marco.

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.

Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».  

GESU' LEGGE NEL CUORE

 Il vangelo di oggi ci presenta Gesù che si trova davanti al tesoro del tempio e osserva la gente che fa la sua offerta. Dice l'evangelista Marco: E tanti ricchi  gettavano molte offerte. Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli. 

 Ed ecco il commento conclusivo di Gesù:  In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere.

  Era una vita difficilissima in Israele, come altrove,  quella delle vedove. Non avevano alcun mezzo di sostentamento.  E la figura povera di questa vedova del vangelo  si contrappone alla figura degli scribi e dei farisei, ricchi, che si potevano permettere di fare grandi elemosine, pensando di guadagnare grandi meriti di fronte a Dio. Ma Gesù legge nel cuore e mette a confronto due stili di vita: quella rappresentata dai farisei e quella rappresentata dalla vedova.  

CHI OSSERVA IL COMANDAMENTO DELL'AMORE?

 La vita di quei farisei: una vita fatta di immagine, di apparenza, di superbia, di vanagloria, una vita rampante, diremmo oggi, dove il successo umano, la bella figura, l'affermazione di se è ciò che conta.  

 Ma Gesù guarda in profondità, guarda il cuore, non l'apparenza. E Gesù vede che in realtà chi ha osservato il comandamento dell'amore  è stata solo quella donna. Dice il comandamento di Dio: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima, con tutta la forza".

  PER OSSERVARE IL COMANDAMENTO DELL'AMORE

· Ama Con tutto il cuore: con tutta l'intensità, con tutto il trasporto possibile;  

· Ama con tutta l'anima:anche se il Signore ti strappa l'anima,fino a dare la vita, fino al martirio;    

· Ama con tutta la forza: cioè con tutti i tuoi beni.  

 Quella donna che amava il Signore con tutto il cuore, lo ha amato anche con tutta l'anima e la forza, perché ha dato quanto aveva per vivere, ha dato la vita,  si è privata di tutto. La sua  è stata una piena fiducia nel Signore, al quale sentiva di poter affidare tutta la sua vita.  

 Confrontiamoci un po' con questa donna e scopriamo subito quanto è fuori luogo il nostro affanno  che non permette la fiducia e l'abbandono nelle mani del Padre buono. Ma la cosa diventa ancora più grave se pensiamo ai nostri rifiuti, ai nostri no, quando  l'amore di Gesù ci chiama a scelte, a gesti che significano morire a noi stessi. Di cosa si tratta?

1- Mi riferisco alle le scelte dell'obbedienza, le scelte della fedeltà a Dio anche  quando ci mettono in contrasto con gli uomini.

2- Sto parlando delle scelte di solidarietà che ci chiamano a farci carico delle sofferenze altrui; sto parlando delle scelte di amore  che ci chiamano a dimenticare i nostri interessi per ascoltare, consigliare...

3- Mi riferisco alle scelte della preghiera, quando cioè il Signore ci chiama a impegnare tempo per lui, perché lui è innamorato e chiede di essere ricambiato.

4- Sto parlando delle scelte della speranza, che si fonda su una fiducia sconfinata nel Signore, che fa bene tutte le cose, anche quando sembra che il mondo vada a rotoli.

5- E mi riferisco infine  alle scelte della serenità e della gioia, perché il vero male è solo il peccato, ma al resto, morte compresa, c'è rimedio.  

 Il Signore ci chiede tutto: ovviamente un tutto diverso gli uni dagli altri, perchè siamo diversi e ognuno ha il suo dono. Ma resta vero che all'amore totale del Signore siamo chiamati a dare un risposta piena.  

 E allora prendiamo sul serio l'invito di Gesù per arrivare ad una autentica conversione del cuore.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-11-2015 alle 15:58 sul giornale del 09 novembre 2015 - 523 letture

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