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Banca Marche e Nuova Banca Marche, Celani (FI): 'Ceriscioli e il Pd hanno senso dell'umorismo'

Piero Celani 3' di lettura 26/11/2015 - Non c’è che dire. Al PD delle Marche non manca certo il senso dell’umorismo. Una riprova? Le dichiarazioni del Governatore Ceriscioli a proposito del salvataggio di Banca Marche ora Nuova Banca delle Marche.



“Grazie al decreto tempestivo del Governo Renzi – dice Ceriscioli – il salvataggio di Banca Marche consentirà di poter ripartire con fiducia e rilanciare l’istituto di credito senza utilizzo di fondi pubblici e dunque dei contribuenti”.

Nella dichiarazione non è compresa, però, una massiccia dose di Malox per quei 43mila possessori di azioni e obbligazioni di Banca Marche che si sono ritrovati con dei pezzi di carta buoni per accendere il fuoco nei camini.
Eh, sì perché il cosiddetto salvataggio è stato un salvataggio da lacrime e sangue per quanti avevano creduto nella Banca del nostro territorio e che ora si trovano costretti a ripianarne il buco.

E mentre i grandi gruppi bancari brindano al successo dell’operazione, in attesa di spartirsi le spoglie di Banca Marche, ora Nuova, i piccoli azionisti, i risparmiatori che avevano creduto nella prima Banca delle Marche, si leccano le ferite.

Forse Renzi e Ceriscioli non pensavano a loro quando plaudivano all’intervento governativo effettuato senza ricorrere ai fondi pubblici e dunque dei contribuenti. Il salvataggio è passato grazie al soccorso del Fondo di risoluzione, che si è praticamente svenato per soccorrere questi istituti di credito, ma soprattutto degli azionisti che ora hanno in mano della carta straccia.

L’operazione è riuscita ma il paziente è morto si potrebbe dire. A quanti hanno perso somme, anche ingenti, in questa operazione, ma possiamo ancora chiamarla di salvataggio?, cosa diremo? Che devono essere fieri di aver partecipato ad una “Nuova” nascita?

Ancora una volta un massacro per i nostri territori: famiglie, piccoli risparmiatori, azionisti e imprenditori hanno visto svanire in un attimo i risparmi, per alcuni di loro, di una vita.
Per non parlare delle fondazioni bancarie delle Marche che in un sol colpo si vedranno sottrarre circa 500 Milioni di Euro ai loro investimenti.

E Ceriscioli? Cosa dirà loro il Governatore delle Marche che con l’istituto in coma pressoché irreversibile taceva e poi violino di spalla, cantore delle virtù del Governo e della sua tempestività? Cosa dirà ai dipendenti di Banca Marche, ora Nuova, che vedono profilarsi un futuro affatto roseo? E ai tanti, tantissimi marchigiani che vi avevano creduto?
Di guardare con fiducia a chi? A Istituti di credito che tra breve o brevissimo acquisteranno Nuova Banca Marche con buona pace della sua regionalità, della sua vicinanza al sistema produttivo ed economico, delle problematiche specifiche dell’artigiano marchigiano? E delle specificità marchigiane a questi colossi bancari credo proprio che interessi poco o niente. Interessa, scusate il bisticcio di parole, l’interesse, e che parli marchigiano o lombardo poco conta.

Dispiace davvero, aver previsto tempo fa, come sarebbe andata a finire.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-11-2015 alle 17:01 sul giornale del 27 novembre 2015 - 1105 letture

In questo articolo si parla di attualità, forza italia, ascoli piceno, banca marche, Piero Celani, salvataggio

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