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Presepe nelle scuole, si o no: la lettera del dott. Bravi

Presepe generico 2' di lettura 01/12/2015 - La redazione riceve e pubblica una lettera dal dott. Francesco Bravi, presidente della locale Croce Rossa, sul tema del presepe e di alcune scelte di abolirlo dalle scuole.


C'è da restare allibiti nel constatare come si stia propagando la demenziale decisione di abolire il presepe e le altre manifestazioni tradizionali durante le festività Natalizie.
Non ultima, quella del Preside della Scuola di Rozzano che ha deciso di abolire il Presepe perché potrebbe turbare la sensibilità dei bambini appartenenti ad altre fedi religiose.

Fortunatamente si è dimesso, non arrecando più danni alla cultura locale. Mi torna in mente quando, il sig.Smith aveva chiesto di eliminare il crocifisso dall'aula scolastica del figlio. Da allora, tante altre richieste per i luoghi pubblici, e recentemente, il divieto di portare gli alunni a visitare un Museo ove viene esposto un bellissimo dipinto, la crocifissione di Chagall. Poi, niente più canti natalizi e chissà cos'altro.

Personamente, nutro il massimo rispetto per la cultura, la religione, le tradizioni, i culti, il folklore, di tutte le altre etnie e i loro diritti, motivato, ancor più, per la mia appartenenza alla Croce Rossa.

Con notevole disappunto, ho visto turisti che, attaccati ad una fune, si arrampicavano sulla montagna Uluri, al centro dell'Australia, considerata montagna sacra dagli aborigeni.
Certamente una grave offesa per gli stessi. Purtroppo, da quando lo Statuto Europeo ha abolito il riferimento alle radici cristiane, come fosse qualcosa di cui ci si debba vergognare o che possa offendere i cittadini di altre religioni, immigrati in Europa, anche da noi il sentimento di appartenenza è andato diluendosi e tanti, di qualsiasi livello sociale e culturale, non ritengono sia un argomento degno di attenzione.

Accetto e apprezzo qualsiasi Religione, e ritengo che, da parte di tutti ci sia il massimo rispetto e mi chiedo per quale motivo, da parte dei responsabili delle Comunità Islamiche, non venga fuori qualcuno che dica chiaramente che ai musulmani non interessa minimamente e non si sentono offesi se un crocifisso sta appeso in una parete, o che si faccia un presepe o si cantino canti natalizi nelle scuole anche se frequentate da loro figli. Questo loro atteggiamento non può essere un motivo di disaffezione e diffidenza nei loro confronti? Se vogliamo realmente che si crei un clima di armonia, fratellanza e solidarietà, dobbiamo impegnarci tutti, di qualsiasi religione, per donare ai nostri figli un mondo migliore e di pace.

Intanto, a Natale, mettiamo sul davanzale di una finestra un piccolo presepe con una candela. Sarà, per loro, un bel regalo di Natale .






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-12-2015 alle 22:55 sul giornale del 02 dicembre 2015 - 1787 letture

In questo articolo si parla di attualità, jesi, natale, croce rossa, Francesco Bravi, presepe, lettera

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