Quantcast

Calcio: Jesina, striscione in curva, la società risponde 'Il tifoso non ha sempre ragione, così scoraggia nuovi ingressi in società'

Lo striscione esposto contro mister e società dai tifosi della Jesina 3' di lettura 18/02/2016 - Dopo aver letto lo striscione esposto in curva allo stadio Carotti domenica 14 febbraio 2016 ci è venuto spontaneo prendere carta e penna e scrivere per fare alcune riflessioni.

Innanzitutto riteniamo che il tifoso non abbia sempre ragione. Non hanno ragione coloro che espongono striscioni anonimi e offensivi, coloro che intonano cori, che umiliano i destinatari, perché non incoraggiano sicuramente, anzi ostacolano, il tanto auspicato allargamento della compagine societaria.

Ci eravamo illusi che, dopo la convocazione dell’Assemblea dei soci per il 13.05.2016, ci sarebbe stata una tregua: così non è stato. Le tensioni sono anzi aumentate e temiamo che i nostri sforzi giornalieri per coinvolgere altri imprenditori locali così facendo vengano vanificati.

Se lo scopo di tale striscione era quello di costringere gli attuali soci a consegnare le chiavi della sede, noi rispondiamo: “non lo possiamo fare né lo vogliamo fare” perché ci sono impegni ben precisi verso i nostri tesserati, fornitori, verso le famiglie che ci hanno affidato, come agenzia educativa, i loro figli, perché siamo abituati a non fuggire di fronte alle difficoltà, perché non è giusto essere “censurati” senza contraddittorio, senza poter spiegare le ragioni di ogni singola scelta, perché se diamo fiducia a tecnici e atleti è perché siamo convinti della loro affidabilità.

Può la passione, pur estrema, per la città e per la squadra che essa rappresenta, giustificare ciò? Noi pensiamo di no, perché le contumelie e i tentativi di umiliare gli altri non sono comprensibili.

Abbiamo più volte detto che l’unica motivazione che hanno i soci è legata alla passione per lo sport e all’attaccamento alla città: se questa rassicurazione non è sufficiente, sarebbe opportuno che coloro che non lo credono costituiscano una associazione e, come accaduto, nella nostra regione a Fano, Macerata, Ascoli, Ancona, San Benedetto, all’assemblea del 13.05.2016 sottoscrivano quote del capitale sociale ed entrino a far parte dell’organo amministrativo.

Lo chiediamo con forza e con vero auspicio perché su un punto costoro hanno sicuramente ragione: dopo tanti anni di gestione dell’attuale compagine è auspicabile che nuovi personaggi, imprenditori e sportivi, entrino a far parte della società garantendo linearità e correttezza di gestione.

Il 13.05.2016 è pertanto una data importante per assumere responsabilità diretta: confidiamo che si passi dalle parole ai fatti. Recentemente abbiamo detto che è meglio subire le critiche che vivere nell’indifferenza: ne siamo ancora convinti ma le contumelie sono sempre gratuite, anche se provengono da una parte fondamentale della nostra realtà sportiva che ha sempre sostenuto, con grandi sacrifici, i colori della nostra città. Si accusa l’attuale compagine societaria di non poter investire: se anche ciò è vero perché infierire in un momento in cui tra soci sono stati raggiunti armonia e affiatamento? A chi giova? Un’ultima cosa: fermiamoci un attimo, tutti, a riflettere poi ripartiamo ancora una volta, almeno per un po’, tutti insieme, per i colori della nostra amata città.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-02-2016 alle 21:51 sul giornale del 19 febbraio 2016 - 1174 letture

In questo articolo si parla di sport, calcio, jesina calcio

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/atSt





logoEV
logoEV