Maiolati: l'Amministrazione e la sezione Anpi di Moie ricordano i 70 anni di diritto al voto e all’eleggibilità delle donne in Italia

08/03/2016 - L’Amministrazione comunale e la sezione di Moie dell’Anpi Media Vallesina ricordano il 10 marzo 1946, cioè il settantesimo anniversario del diritto al voto e all’eleggibilità delle donne in Italia.

Tramite manifesti e volantini diffusi anche nella rete Internet si vuole “contribuire a mantenere viva la memoria – spiega l’assessore ai Servizi sociali Fabiana Piergigli – delle lunghe battaglie condotte dalle nostre mamme o nonne per ottenere il suffragio femminile”.

Il 10 marzo di 70 anni fa veniva sancita l’eleggibilità delle donne con il decreto n. 74 sulle “Norme per l’elezione dei deputati all’Assemblea costituente”, il cui articolo 7 recita: “Sono eleggibili i cittadini e le cittadine italiane che, al giorno delle elezioni, abbiano compiuto il 25esimo anno di età”. Diritto che venne esercitato per la prima volta il 2 giugno del 1946, in occasione delle votazioni per l’elezione dell’Assemblea costituente e del referendum che sancì la vittoria della repubblica sulla monarchia. Settant’anni fa, quindi, le donne per la prima volta sono state chiamate a votare ed avere delle loro rappresentati alla Costituente. Il Comune e l’Anpi vogliono sollecitare una riflessione su un diritto fondamentale che le donne hanno conquistato “soprattutto partecipando attivamente alla guerra di liberazione durante la Resistenza. Grazie alla conquista dei diritti politici hanno contribuito al progresso civile e democratico della nostra società, anche se molta strada c'è ancora da fare per ottenete il pieno riconoscimento delle pari opportunità.
Il suffragio femminile non è un diritto scontato, spetta a noi oggi mantenerlo esercitandolo consapevolmente in ogni occasione”.

La presidente Anpi della Media Vallesina Patrizia Renzi osserva come “negli anni del fascismo e dell’occupazione nazista vi furono donne che lasciarono i focolari e si unirono alla lotta partigiana. Quella lotta armata combattuta tra i boschi e le montagne, ma fatta anche di gesti meno eclatanti, ma altrettanto importanti, ai quali le donne, nascoste proprio dietro la loro condizione femminile, potevano dedicarsi sommessamente. Il loro apporto fu massiccio sin dai primi momenti della lotta partigiana arrivando fino agli ultimi giorni dell’aprile 1945, con la completa liberazione del Paese. Non è possibile citare cifre che descrivano esattamente quante donne aderirono e si sacrificarono. Durante la Resistenza nacquero soprattutto in Italia idee di emancipazione femminile che avrebbero costituito il presupposto per l’inserimento della donna nella società e l’ampliamento dei suoi diritti civili, politici e sociali. Noi donne dobbiamo quindi ricordare che quelle partigiane, sacrificando anche le loro vite, hanno creato le condizioni per esercitare i nostri diritti politici. Oggi abbiamo ancora molta strada da percorrere per il raggiungimento delle pari opportunità, ma la memoria di queste donne combattenti deve illuminare il cammino delle nostre future conquiste”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-03-2016 alle 08:36 sul giornale del 09 marzo 2016 - 2381 letture

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