Mensa scolastica, PRC: 'Privatizzazione, no grazie!'

rifondazione comunista 13/03/2016 - Nelle mense scolastiche si dovrebbe contribuire alla costruzione del gusto e dell'olfatto dei bambini, abituandoli al piacere di mangiare e di condividere il cibo: è un momento educativo, visto che le insegnanti che sono in servizio al momento del pasto, sono in orario di lavoro.

È un lavoro teso a slegare il palato dei bambini al gusto posticcio di merendine e patatine. I cibi dovrebbero essere cotti al momento e non conservati durante il trasporto dentro scatoloni di polistirolo che li conserva caldi, ma scotti.

Durante la colazione, il personale addetto non distribuisce più l'acqua ai bambini e rimane il tutto un po' indigesto se a colazione vengono somministrate fette biscottate o biscotti secchi. L'A.C ha pensato bene che se il personale addetto non somministra l'acqua ai bambini, si risparmiano 5 minuti nel pagamento orario del personale e si ottiene, quindi, un risparmio nel capitolato d'appalto. Queste brevi considerazioni per dire che la privatizzazione delle mense scolastiche, oltre a non contribuire al risparmio, ha portato a rendere il pasto a scuola invece che un momento educativo, un momento simile a cio' che avviene nei punti ristoro, un "mangiaefuggi", in cui i cibi hanno tutti lo stesso sapore ed il colore ed il sapore delle verdure non hanno più sfumature. La frutta, infine, viene distribuita in fretta, spesso, ancora con i piatti dei secondi sul tavolo e le tovagliette di carta bagnate dall'acqua caduta dai bicchieri, perchè non c'è il tempo di cambiarle. Il capitolato d'appalto deve essere rispettato ed al ribasso, quindi il taglio avviene anche sui tempi ridotti al minimo del personale addetto alla porzionatura. Qualcuno si è mai interessato alla paga oraria del suddetto personale? Se il pasto è un momento educativo, i tempi debbono essere distesi, non sottomessi ai capitolati di appalto, in cui minore è il tempo maggiore l'abbassamento dei costi del personale. A mensa, sia alla scuola dell'infanzia che alla primaria, rimangono sempre meno bambini: sia per il costo della retta, che sempre più famiglie non possono sostenere, sia perchè tanto i bambini non mangiano.

Il comune non è efficiente perché ha esternalizzato IL SERVIZIO; ha esternalizzato perchè deve sottostare al pareggio di bilancio ed ha riversato così sul bilancio di Jesiservizi i costi dell'esternalizzazione, che però non gravano sul bilancio comunale, obbligato a risultare in pareggio.

Le espressioni che spesso distrattamente si ascoltano in tv come "pareggio in bilancio" e "patto di stabilità”, nella realtà cambiano la quotidianità, rendendola più difficile e meno vivibile. In questo caso ledono i diritti dei bambini. Già: i diritti. Un'altra parola di cui, spesso, ormai si ignora il significato... però i bambini tornano a casa con la fame e alcuni sono deprivati del tempo scuola perchè vanno a mangiare a casa.

Il Prc è da sempre contrario alla privatizzazione delle mense scolastiche ed è sempre stato dalla parte dei genitori e dei cittadini che si oppenevano, perché consapevoli che le compatibilità di bilancio si accompagnano sempre ad una peggiore qualità del servizio e ad un danneggiamento dei diritti. In questo caso si traduce in attacco al diritto nella scuola pubblica della possibilità di educare ad una giusta e sana alimentazione, soprattutto in questi tempi, dove i disturbi alimentari nell'infanzia e nell'adolescenza creano problemi sia di obesità che di anorressia. Il costo delle rette crea differenze fra chi ne può usufruire e chi no, perché i figli di genitori cassaintegrati, precari o disoccupati sono costretti alla decurtazione del tempo-scuola. Il servizio deve essere rivisto tenendo conto dell'equità dei costi e della qualità del cibo, con il contributo dei genitori e delle istituzioni (Asur, A.C e scuola). Anche da qui può iniziare un nuovo percorso per ripensare e rilanciare i servizi pubblici.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-03-2016 alle 22:54 sul giornale del 14 marzo 2016 - 928 letture

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