Ciclismo: Pantani, adesso è l'ora dell'ipocrisia di massa

16/03/2016 - Una verità sotto gli occhi di tutti da diciassette anni esplode oggi con tutto il suo clamore. Continuano a farsi beffa del campione e a prendersi gioco dell'uomo Pantani,

Una stampa come al solito opportunista cavalca l'onda della notizia per sbattere in prima pagina il Pirata che continua ad essere al centro dell'attenzione malgrado siano passati 12 anni dalla sua morte e ben 17 dal quel maledetto 5 giugno. Poco importa se le stesse testate giornalistiche in passato avevano preso completamente la parte delle accusatrici di Pantani, anzi meglio perchè la notizia è doppia e non si sgonfia; visto che la dignità è di gomma e la memoria di molti è ballerina il circo mediatico naviga a gonfie vele su questo mare di mediocrità sociale.

Marco Pantani è solo uno delle tante vittime del sistema e gridare allo scandalo 17 anni dopo è grottesco come aver sentenziato il 'Pirata' all'epoca dei fatti. I fatti di Madonna di Campiglio erano apparsi da subito poco trasparenti e gridavano vendetta e verità, ma è stato un grido sordo fino alla tragica morte del 2004, quando Pantani è stato 'riabilitato' da certa stampa e da molti appassionati, perchè si sa, la morte è allettante per gli sciacalli e si possono costruire collane di DVD e cimeli vari bagnati da lacrime di coccodrillo. Chi ha un minimo di memoria ed onestà può facilmente ricordare che fino a quel San Valentino il Pirata aveva dovuto subire umiliazioni e malignità sulle strade da molti colleghi, tifosi e media. Gli stessi che ora lo elevano a martire. E' questa la cosa più triste della vicenda.

Per non parlare poi di una giustizia più che mai enigmatica, che approfondisce la vicenda e arriva a conclusioni clamorose quando oramai i reati sono andati in prescrizione. Valanzasca aveva da subito aperto uno scenario clamoroso, uno scenario che è stato definito credibile dal P.M. di Forlì appunto 17 anni dopo! Alla luce di questo, ditemi dove si debba oggi trovar soddisfazione nei nuovi scenari della vicenda?

Trovo invece che tutto questo sia un nuovo capitolo di una trama che non riesce a trovare una fine trasparente per il volere di molti e che il nome di Pantani sia sempre più spesso usato e non difeso.


di Marco Strappini
redazione@viverejesi.it

 





Questo è un articolo pubblicato il 16-03-2016 alle 09:17 sul giornale del 17 marzo 2016 - 1954 letture

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