Tutte le Stelle della Champions: Juve, quell' ultimo possesso maledetto

17/03/2016 - Se c'era bisogno di una prova che confermava l'assoluta caratura della Juventus in campo internazionale, questa è arrivata a Monaco di Baviera. La squadra di Allegri per novantuno minuti ha prima dominato, poi sedato il ritorno del Bayern.

Quando sembrava legittimo aspettarsi il lieto fine, il peccato capitale di Evra ( uno degli uomini con più esperienza in Champions ) regala un'ultima occasione ai tedeschi che, da buoni tedeschi, non se la fanno sfuggire. Sul gol di Muller è stato chiaro che la qualificazione prendesse un'altra strada: e così inevitabilmente è stato. Un 4 a 2 finale che però ammette repliche, eccome!

La Juve in Baviera ha iniziato il match mandando in tilt i sofisticati meccanismi di Guardiola, il calcio totale dei tedeschi disinnescato con ardore agonistico si, ma anche con una lezione di tattica all'italiana di Max Allegri che quando alla vigilia parlava di vittoria al ritorno evidentemente non stava bluffando. Il doppio vantaggio, un gol ingiustamente annullato ( chiamata errata e per nulla complicata dell'assistente) e la sensazione che la solidità di Barzagli e compagni fosse inattaccabile.

Così è stato anche nella ripresa. fino al gol del 1 a 2 di Lewandowsky che ovviamente ha riacceso prepotentemente gli ardori del Bayern. Prendersela con i cambi maldestri di Allegri non pare sia giusto, certo a giochi fatti è facile fare due più due, ma nel calcio la matematica spesso è relativa e sul 2 a 1 era inevitabile l'assalto a testa bassa dei tedeschi ed Allegri ha cercato semplicemente di reggere l'urto con forze fresche. Non ci era riuscita nemmeno male la Juve, ma la palla scioccamente persa da Evra al 91esimo al limite della propria area di rigore grida all'ingenuità e al fatale 2 a 2. Un dettaglio, decisivo, che ha fatto la differenza tra i quarti di finale e l'eliminazione. I supplementari sono stati un'epilogo scontato a quel punto, ( con Coman che ha fatto da mattatore e chiuso la pratica) il Bayern è tornato Bayern e la Juve ferita nel corpo e nella mente ha dovuto gettare la spugna.

Rimane una serata di Europa vera, di grande calcio che per una volta non ci fa ammirare il 'giardino dei vicini' ed esclamare 'Perchè gli altri vanno così forte in campo e noi no?' quelli che andavano forte eravamo noi italiani ieri, era la Juve che è uscita dalla competizione solo per una questione di dettagli, non problemi di mentalità, impianto di gioco o valori individuali.

La Stella delle Stelle: Douglas Costa
La bellezza e la differenza del Bayern di Guardiola viene dalle fasce, Douglas Costa ne è l'emblema: imprendibile, irrefrenabile, instancabile e chi più ne ha più ne metta!!!
Un' IRADIDDIO che per ora nasconde molti dei problemi di questa squadra che ha troppe amnesie per puntare al regno d'Europa.


di Marco Strappini
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Questo è un articolo pubblicato il 17-03-2016 alle 09:34 sul giornale del 18 marzo 2016 - 1175 letture

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