Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di Pasqua

Mons. Gerardo Rocconi, Vescovo di Jesi 25/03/2016 - Dal Vangelo secondo Giovanni.

Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti. Parola del Signore

Buona Pasqua, carissimi.
E’ questa una Pasqua particolarmente importante: è la Pasqua dell’anno santo della Misericordia. E la Pasqua è fondamentalmente la festa della Misericordia. Tutto nella pasqua nasce dalla Misericordia.
Infatti per amore il Figlio ha dato la vita, per amore il Padre lo risuscita, per amore lo Spirito imprime in ogni esistenza l’immagine del Risorto.

Pasqua: tutto parla di Misericordia.
E’ Misericordia la fedeltà di Gesù che accetta di offrire la sua vita perché altri abbiano vita.
E’ Misericordia la risposta del Padre che accoglie l’offerta del Figlio e l’accetta a nome di una umanità peccatrice.
E’ Misericordia l’opera dello Spirito che rende figlio ogni uomo che incontra Gesù.

Pasqua: tocca ora ai credenti proclamare la Misericordia del Signore e tocca ancora ai credenti raccontare, con una immensa gratitudine, questa fede che ci è stata donata. Infatti non è la stessa cosa credere o non credere, aver conosciuto Gesù o non averlo conosciuto, sperimentare la Misericordia o brancolare nel buio.
Tutto nasce dalla Misericordia. Lo ha annunciato Gesù stesso: Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16).

Questa è la Misericordia: Dio dona il suo Figlio perché chi lo accoglie sia salvo, abbia la vita.
La Pasqua, pertanto, più che mai ci appare come la festa della sconfinata Misericordia di Dio. E tutti noi, Chiesa, cioè corpo di Cristo, siamo chiamati a rendere visibile la Misericordia del Signore, ad esserne la via. Quale responsabilità abbiamo noi cristiani di non nascondere, non camuffare, non ridimensionare, non ridurre la Pasqua del Signore Gesù. Quanto stiamo dicendo vale per tutti, per la Chiesa intera. Abbiamo visto in Gesù, come agisce la misericordia. Anzi, Gesù stesso è la misericordia.
Guardiamolo all’azione Gesù, per capire noi stessi, per capire come dobbiamo muoverci noi, come dobbiamo imitarlo.
La Misericordia, cioè il Signore Gesù, è l’amore di Dio che chiama i figli a ritornare a lui.
La Misericordia, cioè il Signore Gesù, è invito alla riconciliazione.
La Misericordia, cioè il Signore Gesù, attende la Samaritana e ha sete di lei e dà un nuovo senso alla vita di quella donna.
La Misericordia, cioè il Signore Gesù, vede Zaccheo e si ferma accanto a lui così che la salvezza possa entrare in quella casa.
La Misericordia, cioè il Signore Gesù, conduce ad un ripensamento coloro che volevano lapidare l’adultera e li libera da un peccato gravissimo e sicuramente rende il loro cuore grato a Dio per non aver commesso un omicidio.
La Misericordia, cioè il Signore Gesù, abbraccia l’adultera e le chiede una vita nuova.
La Misericordia, cioè il Signore Gesù, accoglie l’ultimo grido, che è pentimento, di un condannato a morte e gli promette salvezza.
La Misericordia, cioè il Signore Gesù, attende il Figlio fuggito e fa festa per il suo ritorno, ridando nuova dignità a chi l’aveva perduta La Misericordia, cioè il Signore Gesù, suscita sempre un rinnovamento di vita e per questo soffre di fronte al no, di fronte al rifiuto.
La Misericordia, cioè il Signore Gesù, soffre quando guarda con amore il giovane ricco e lo vede allontanarsi. E sono dure le parole di Gesù, sono parole come quelle di un innamorato respinto.
La Misericordia addirittura piange quando guarda il popolo di Dio di Gerusalemme che non sa riconoscere l’amore del Signore e rifiuta l’invito a convertirsi.

Ecco come agisce Gesù che è la Misericordia.
Carissimi, Buona pasqua: è ancora una occasione favorevole per accogliere la Misericordia diventare i testimoni della Misericordia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-03-2016 alle 15:26 sul giornale del 26 marzo 2016 - 952 letture

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