Il fiume Esino finisce in Parlamento: "Lavori sull'alveo inutili e costosi, servono interventi mirati"

Fiume Esino 30/03/2016 - Ho provveduto a depositare una interrogazione al Ministro dell’Ambiente per segnalare e chiedere conto dei lavori, posti in essere anche con l’azione di ruspe, osservabili lungo tutto il corso del fiume Esino.

La finalità di queste opere dovrebbe essere quella di scongiurare il rischio di esondazione ma, in realtà, c'è il fondato dubbio che questi lavori possano, in concreto, rivelarsi inutili quanto dannosi per l'intero, delicatissimo, ecosistema fiume.

La mia interrogazione prende spunto da una lettera del Professore Mauro Coltorti, Ordinario di Geomorfologia e Geomorfologia Applicata presso il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Siena, pubblicata su Vivere Jesi il 6 ottobre 2015 (leggi), che ha denunciato l’inutilità di questi lavori realizzati con evidente sperpero di denaro pubblico.

Lo scopo di questi lavori sarebbe quello di ridurre il livello medio dell’alveo che ha subito un innalzamento in vari settori, a causa dell’accumulo di ghiaia, in modo da ridurre il rischio esondazione. Le ruspe prendono ghiaia all’interno dell’alveo e la accumulano sulle sponde, ai lati del canale attivo. Senonché questi lavori non servono a nulla ed, anzi, peggiorano la situazione, in quanto la ghiaia levata dal canale attivo del fiume ed accumulata sulle sponde viene trasportata a valle, spostando, dunque, il rischio esondazione più in basso, ad altri settori del fiume, nella bassa Vallesina.

L'alterazione dell’alveo ha conseguenze enormi per le dinamiche fluviali sia a valle (sino alla foce e le aree costiere) che a monte (il fiume nasce ad Esanatoglia-Matelica). Senza dimenticare che la vegetazione ripariale non dovrebbe essere toccata dato che protegge e stabilizza le sponde (e le specie che vi vivono) ed, a differenza di quella che cresce nell’alveo, non ostacola il deflusso.

Alla luce di queste segnalazioni ho, quindi, ritenuto opportuno informare il Ministro dell’Ambiente dello scempio in atto, dato che i predetti lavori in alveo compromettono certamente l’ecosistema fluviale, in contrasto con la Direttiva-quadro sulle acque (Direttiva 2000/60/CE) e con il Codice dell’Ambiente (D.lgs 152/2006) che invece dispongono la salvaguardia e il ripristino degli assetti ecologici dei fiumi.

Al posto di lavori isolati come questi, sarebbero invece necessari interventi più mirati, ragionati, nell’ambito di una pianificazione che consideri il fiume un sistema integrato, da monte a valle, fino alla costa, da rispettare e non da violare e deturpare senza criterio.


da Donatella Agostinelli
M5S Candidata Uninominale Senato Pesaro





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-03-2016 alle 19:11 sul giornale del 31 marzo 2016 - 1199 letture

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