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Dalla crisi a oggi, Cna Jesi e Vallesina: 'Crollo agricoltura, più bar e ristoranti. Dati confermati nel 2016'

3' di lettura 08/04/2016 - Nel corso di questi ultimi anni, da quando la crisi è entrata con una forza dirompente nelle pagine di ogni quotidiano, anche il territorio di Jesi e della sua valle si è trasformato.



“Molte imprese storiche hanno chiuso i battenti – spiega Andrea Riccardi neo segretario della Cna di Jesi e zona interna – e oggi, a distanza di qualche anno, possiamo fare il punto per vedere come si è stabilizzato il nuovo assetto produttivo della città, quali sono stati i settori più colpiti e quali le imprese che hanno resistito. Tuttavia, è importante guardare avanti e capire quali sono le aspettative”.


I dati che la Cna mette a disposizione sono quelli che partono dall’anno 2009, per poi fare un focus sul 2015 e analizzare i primi dati del 2016.


“L’anno nero per il crollo dovuto alla crisi economica è stato il 2008 – continua il direttore Giovanni Dini Centro Studi Cna Marche – però, essendo cambiati i criteri di classificazione delle imprese, possiamo iniziare a fare confronti mirati solamente dal 2009 ad oggi. In questo lasso di tempo, facendo un paragone fra il numero di imprese attive (2009-2015), il tessuto produttivo del comune di Jesi aumenta di ben 81 unità (+2,3%) nonostante le forti perdite dell’agricoltura (-72 imprese). Risultano limitate le perdite nel manifatturiero (13 imprese in meno) e del commercio all’ingrosso e al dettaglio (-9)”.


Secondo lo studio condotto dalla Cna la crescita di imprese è dovuta soprattutto ai settori dei servizi per alloggio e ristorazione (+48 imprese attive).


“Se focalizziamo l’attenzione sul 2015 per l’intero territorio di Jesi e Vallesina – prosegue Riccardi – notiamo che le imprese attive calano di 32 unità (erano 7.790 nel 2014 e 7.758 nel 2015) per una variazione negativa del -0,4%, anche se meno decisa rispetto a quella provinciale (-0,7%). I comuni che perdono più imprese attive in assoluto sono Filottrano (-17) e Castelbellino (-10). Ma ci sono anche due comuni dell’area che aumentano il numero delle imprese attive: tra essi, in primo luogo, Jesi (+33 imprese), seguito da Monsano (+5 imprese). Sotto il profilo settoriale, nell’ultimo anno le maggiori perdite in termini assoluti dell’area si sono concentrate nell’agricoltura (-57 imprese attive) e poi nelle costruzioni (-29 imprese); di contro, il numero delle imprese cresce per il settore del commercio (+24) e delle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+20)” .


Spostando l’attenzione sulla nati-mortalità delle imprese, cioè fra le attività che hanno aperto con quelle che hanno chiuso, il numero delle nuove attività passa da 533 (nel 2014) a 461 (nel 2015), per un saldo di –72 imprese, ma diminuiscono anche le cessazioni: da 552 a 485 (-67).


“Se scattiamo una fotografia al presente – conclude Riccardi – e confrontiamo il mese di febbraio 2016 con quello dell’anno precedente, notiamo che per Jesi le dinamiche degli ultimi anni vengono confermate: nel comune sono pochi i settori che hanno perso imprese, e tra questi ci sono l’agricoltura e i servizi di informazione e comunicazione (- 6 unità in entrambi i casi). In decisa crescita, invece, le attività dei servizi di alloggio e ristorazione (+14 imprese) e di noleggio, agenzie viaggio e servizi di supporto alle imprese (+15 imprese). Crescono anche il commercio (+12 unità) e le attività manifatturiere (+5 unità)”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-04-2016 alle 10:32 sul giornale del 09 aprile 2016 - 1442 letture

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