Anche la Fondazione Pergolesi al Palio di San Floriano

05/05/2016 - Anche la Fondazione Pergolesi Spontini, per la prima volta, parteciperà al Palio di San Floriano, la tradizionale rievocazione storica che dal 4 all’8 maggio riporta la città di Jesi negli anni del Medioevo, all’epoca della Respubblica Aesinae e del suo Contado.

Grazie alla collaborazione con l’Ente Palio di San Floriano, la Fondazione sarà presente con due eventi, nella giornata di giovedì 5 maggio:

le visite guidate gratuite per famiglie al Teatro G.B. Pergolesi, ed un Concerto Lirico al Teatro V. Moriconi di Jesi quale omaggio della prossima edizione del Festival Pergolesi Spontini.

Alle ore 17 e alle ore 19, doppio appuntamento con “Chi è di scena: storie e segreti del Teatro Pergolesi”, visita guidata alla scoperta del Teatro (Foyer, sala, ridotto, sartoria, camerini e palcoscenico) animata dalle impertinenti interruzioni di Serpina, la protagonista del celebre intermezzo di Pergolesi La serva padrona. L’ingresso è libero per un massimo di 40 persone a turno, è richiesta la prenotazione obbligatoria possibilmente entro un’ora prima delle due visite al numero di telefono 0731 206888.

In serata, alle ore 21 al Teatro V. Moriconi, va in scena l’omaggio musicale del prossimo XIV Festival Pergolesi Spontini che sarà dedicato quest’anno all’imperatore svevo Federico II di Hohenstaufen: il concerto lirico “L’Opera al femminile” con le soliste dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo accompagnate al pianoforte da Alessandro Benigni. Anche in questo caso, l’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. Si tratta di una galleria di ritratti di donna nel melodramma tra Settecento e Novecento: personaggi di epoche diverse saltano fuori dalle loro cornici musicali da opere di Händel, Cimarosa, Spontini, Gounod, Verdi e Puccini. Sono tante, vengono da epoche e mondi lontani l’uno dall’altro, hanno caratteri, sentimenti, desideri diversissimi: la dolente matrona Cornelia, vedova di Pompeo, abbracciata al figlio Sesto; le petulanti sorelline di Cimarosa, tenute a bada dalla vecchia zia Fidalma; la Vestale Giulia, colpevole di aver fatto spegnere il sacro fuoco per una dimenticanza d’amore; la principessa sveva Agnese, palpitante per la sorte del suo cavaliere in pericolo; l’adolescente Giulietta che non ha ancora incontrato Romeo e sogna future felicità sull’onda del valzer; l’affascinante Magda della Rondine pucciniana, che insegue sogni adolescenziali; la giovanisima Nannetta, travestita da Fata, che canta nel bosco di Windsor attorniata dalle altre comari. Due donne senza nome, straziate da un addio, cantano all’amato che parte, sulle note di Beethoven (“Ah, perfido”) e di Spontini (“Mio ben, ricordati”). I compositori sanno scendere nel profondo dell’animo femminile e rivelarne i segreti: la loro musica dà voce ai sentimenti delle donne, che spesso – nella realtà – rimangono inespressi, impediti dalla riservatezza, frenati dall’indecisione, bloccati dal timore. Libera di piangere o di gioire, ogni eroina dell’opera va verso il suo destino, tragico o lieto, con il proprio canto destinato a risuonare per sempre.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-05-2016 alle 00:47 sul giornale del 05 maggio 2016 - 641 letture

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