Forum Iran, le opportunità dopo la fine delle sanzioni

10/05/2016 - A ridosso dell’estate, le Marche effettueranno una missione istituzionale in Iran, guidata dal presidente della Regione. Luca Ceriscioli accompagnerà una delegazione di imprenditori alla riscoperta di un mercato con cui l’Italia e le Marche in particolare, hanno avuto rapporti di proficua collaborazione prima delle sanzioni internazionali sul nucleare.

L’annuncio è stato dato nel corso del Forum Iran che si è svolto, a Jesi, presso l’Auditorium della Nuova Banca Marche. “Quello iraniano è un mercato da rivitalizzare per rilanciare l’economia. Servono 900 miliardi di euro e il nostro Paese dispone di queste risorse”, ha detto l’ambasciatore Jahanbakhsh Mozaffari, presente all’incontro a cui hanno partecipato oltre duecento imprenditori marchigiani. “Il nostro è un mercato ricco che può offrire opportunità alle imprese marchigiane. Siamo i primi produttori di energia al mondo, abbiamo una popolazione di 80 milioni di abitanti, siamo geograficamente strategici per raggiungere un bacino di 300 milioni di persone dell’area mediorientale. Saremo il mercato emergente del prossimo decennio e abbiamo bisogno di tutti i settori merceologici, a seguito della cessazione delle sanzioni. Dopo aver visitato alcune azienda marchigiane e apprezzato la qualità delle vostre produzioni, l’entusiasmo a collaborare con le Marche è aumentato.

L’Iran ha avuto rapporti storici con l’Italia, dai tempi della Repubblica di Venezia. Quattrocento anni di relazioni diplomatiche che hanno portato il vostro Paese a essere il primo partner commerciale nel periodo antecedente le sanzioni. Oggi gli iraniani apprezzano il made in Italy. Le principali aziende italiane sono già presenti in Iran. I 28 memorandum, del valore di 100 miliardi, firmati dal premier Matteo Renzi nella recente visita a Teheran, testimoniano l’interesse concreto a sviluppare rapporti commerciali. Guardiamo con attenzione alle piccole e medie imprese che caratterizzano anche la nostra economia. Raccordiamole con le Camere di commercio dei due Paesi e venite in Iran con la missione del presidente Ceriscioli. Se gli imprenditori marchigiani toccano con mano la nostra realtà, possono farsi un’idea concreta su un mercato dinamico che offre opportunità di crescita e sviluppo”.

Ceriscioli ha espresso “l’onore per essere, le Marche, la prima regione visitata dall’ambasciatore dopo la fine delle sanzioni. Si aprono scenari interessanti non solo per le Pmi, ma anche per scambi culturali che possono rafforzare il gemellaggio con una regione iraniana, proposto dall’ambasciatore nella visita a Palazzo Raffaello. Nel colloquio con lui ho apprezzato la serietà, la concretezza, il desiderio di tradurre in tempi rapidi le parole in fatti: attitudini comuni ai marchigiani che agevolano i rapporti di collaborazione”. Ceriscioli ha ricordato che agli iraniani “piace viaggiare, visitare l’Italia. Amano la cultura, il mare, lo shopping: caratteristiche che corrispondono perfettamente alle opportunità offerte dal turismo marchigiano. Abbiamo di fronte, quindi, una grande occasione che le imprese devono cogliere appieno. Ma tutto si gioca sulla velocità, perché le opportunità, dopo la fine delle sanzioni, si aprono a tutto il mondo occidentale.

L’Italia deve valorizzare il ruolo storico che ha sempre avuto con l’Iran”. Secondo le proiezioni macro economiche più accreditate, l’Iran è tra i Paesi del Medio Oriente e Nord Africa con un Pil elevato e seconda economia dopo l’Arabia Saudita. Più della metà della popolazione è al di sotto dei 35 anni di età. Il tasso di scolarizzazione giovanile è molto elevato (ha raggiunto pressoché la totalità della popolazione), in particolar modo tra le ragazze. La forte spinta demografica in atto sorreggerà lo sviluppo dell’economia: già oggi l’e-commerce, cioè l’abitudine a comprare attraverso i canali digitali, vale 17 miliardi di euro, contro i 25 dell’Italia. Dopo le sanzioni “c’è fame e curiosità per i prodotti occidentali”, apprezzati per la qualità e il design. Nel corso del 2015 le Marche hanno esportato, verso l’Iran, merci per un valore di 16,7 milioni di euro, in calo del 23% rispetto all’anno precedente. I principali settori di esportazione sono stati la meccanica (32%), gli apparecchi elettrici (23%), mobili e prodotti in legno (10%). Nonostante le sanzioni, in termini percentuali si sono avuti incrementi significativi nel tessile e abbigliamento, calzature e pelletterie, gomma e materie plastiche.








Questo è un articolo pubblicato il 10-05-2016 alle 15:03 sul giornale del 11 maggio 2016 - 698 letture

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