Studenti del Liceo classico in scena con uno spettacolo di Gianfranco Frelli

2' di lettura 17/05/2016 - Lo spettacolo, che debutterà sabato 21 maggio 2016 alle ore 21.30 al teatro Moriconi, è il frutto del laboratorio teatrale in rete tra le scuole superiori di Jesi, curato come sempre dal regista Gianfranco Frelli, con la collaborazione dell’Asur Area Vasta 2 e il Comune di Jesi.

Gli INTERPRETI sono i ragazzi del Liceo classico, Liceo delle scienze umane, Liceo economico sociale, IPSIA, Liceo scientifico, ITAS e sono quasi tutti alla loro prima esperienza teatrale.

Ecco i loro nomi: Federica Corsa, Cecilia Del Priori, Boezio Martina, Giulianelli Riccardo, Mancini Riccardo, Pulichino Agnese, Nocchi Petra, Scaloni Agnese, Donninelli Chiara, Benigni M. Chiara, Veroli Giorgia, Galli Tommaso, Marconi Sara, Lillini Sara, Ponzelli Lorenzo, Selma Fornesu, Freddi Elena, Pellegrini Giovanna, Jacono Sabrina, Moroni Marika, Picchio Chiara, Lucaboni Benedetta, Germano Letizia, Angione Giusy, Luca Day, Palpacelli Lorenzo, Chiara Scortichini, Pamela Passarelli e Noemi Manfroni. Le educatrici sono M.Francesca Martelli, Lara Giancarli e Milena Giglioni e la coordinatrice del progetto è la prof.ssa Patrizia Taglianini.

Lo spettacolo tragicomico parte dall’Iliade ad arriva lontano perché racconta un’utopia che attraversa le ere: una vita pacifica in una città ideale. Si tratta di una commedia ispirata agli Uccelli di Aristofane e adattata ai giorni nostri intanto per esigenze di copione, perché nel teatro greco si stava in tre sul palcoscenico ma i ragazzi sono 30; poi perché questo spettacolo è inserito nel Festival dell’Educazione che quest’anno ha come tema la città come spazio di relazioni, incertezza paure e desideri. E quello di una città accogliente è certo uno dei desideri più naturali per un “essere sociale” come l’uomo.

I protagonisti dello spettacolo Pistetero ed Evelpide sono interpretati da tanti ragazzi diversi perché tutti possano avere il loro spazio e la loro gratificazione in un laboratorio che non prepara divi o primedonne, ma è un gioco di squadra e di solidarietà. La storia è quella di due giovani utopisti intenzionati a creare una nuova città insieme agli uccelli per sfuggire alla violenza degli umani e dei loro dei. Incontreranno nel loro cammino tanti personaggi bizzarri tutti alla ricerca di qualcosa, ma alla fine dovranno trovare un compromesso tra il vecchio mondo e quello nuovo, e lo sanciranno con un matrimonio e relativo banchetto di nozze.

La trama è un po’ surreale, i personaggi anche di più, un caleidoscopico catalogo di divertiti anomali, oggi diremmo borderline, che alla fine non chiedono altro che sopravvivere.


da Liceo Classico “Vittorio Emanuele II\" Jesi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-05-2016 alle 21:40 sul giornale del 18 maggio 2016 - 1063 letture

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