Ciclismo: Giro d'Italia, impresa di Nibali...ma guardando Scarponi abbiamo pensato a Pantani

29/05/2016 - Va in archivio il Giro d'Italia 2016, Vincenzo Nibali si aggiudica la corsa a tappe più bella e inaspettata della sua carriera ringraziando l'Aquila di Filottrano Michele Scarponi protagonista assoluto degli ultimi tapponi di montagna

'Senza Scarponi e compagni sicuramente non sarei qui a festeggiare questa maglia rosa' queste le prime parole di Vincenzo Nibali sul traguardo di Sant'Anna di Vinadio dove alla penultima tappa lo 'Squalo' siciliano riesce a riprendersi maglia e Giro tra lacrime, stupore ed abbracci. Un 'impresa che solo 48 ore prima sembrava impensabile ed anzi vedeva il capitano dell'Astana addirittura giù dal podio.

Il ciclismo ci ha regalato un'altra pagina fantastica sulle strade del Giro che anche se mediaticamente faticano a restare a livello con quelle francesi del Tour, in realtà negli ultimi anni hanno sempre dimostrato di essere cosparse di fantasia e coraggio, colpi di scena teatrali e ribaltoni inaspettati, tappe che i francesi si sognano malgrado il loro glamour fatto di denari, sponsor e carovane infinite.
Il Giro resta il Giro e ci piace vederlo come 'qualcosa di più umano', che ci riporta a quel ciclismo che fu e che ha fatto innamorare intere generazioni malgrado tutti i suoi problemi.

Uno dei suoi protagonisti è stato ancora una volta il filottranese Michele Scarponi, già vincitore nel 2011, 3 volte quarto e quest'anno ancora grande protagonista che col sacrificio nei muscoli e nel cuore ha aperto la strada al 'miracolo Nibali'. Sul colle dell'Agnello Scarponi è stato protagonista di una fuga d'altri tempi, ha attraversato freddo nebbia e neve conquistando la Cima Coppi di questa edizione, scalatore puro e grande uomo che invece di involarsi verso la vittoria di tappa, ha rispettato gli ordini di scuderia e si è fatto raggiungere appunto dal suo capitano guidandolo all'impresa che ha di fatto riaperto la corsa. Michele si è ripetuto anche il giorno dopo, scortando Nibali fino a 10 km dall'arrivo e lanciandolo nell'attacco definitivo che ha fatto saltare il banco e sopratutto Chavez.

Una vittoria di squadra, un'alleanza tra campioni e che ci riporta alla mente il maggio del 2000, quando Marco Pantani si mise a disposizione di Stefano Garzelli per aiutarlo a vincere la Maglia Rosa. Da Pantani a Scarponi, il ciclismo è sport di dolori e miti, spettri ed eroi ma da sempre in quelle lingue infinite di asfalto e sterrato si vivono storie che vanno al di là di imprese sportive...queste sono storie di uomini, di campioni che si trasfigurano e violentano se stessi affrontando la fatica, insomma... Dio salvi il ciclismo.


di Marco Strappini
redazione@viverejesi.it

 





Questo è un articolo pubblicato il 29-05-2016 alle 18:12 sul giornale del 30 maggio 2016 - 13410 letture

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