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comunicato stampa

Castelferretti: 95 anni tra ricordi di guerra e prigionia, premiato Aldo Gambella

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da Gianluca Fenucci


Aldo Gambella
Una vita avventurosa e piena. Una vita da uomo semplice e di grandi valori, una vita da soldato e da prigioniero, da lavoratore e da fornaio, da padre di famiglia, da nonno.



Nei 95 anni che Aldo Gambella compie oggi c’è tutto, ci sono ricordi indelebili, gioie intense, momenti difficili. C’è la memoria dolce della cara moglie Emilia ed ora la presenza importante dei figli Marisa e Marco e degli amati nipoti Vania e Michele.

Poi ci sono una miriade di episodi, di eventi da raccontare che nella mente ancora assai vitale di questo nonno di 95 anni prendono forma e vita. In particolare le memorie legate alla guerra quando Gambella, allora ventenne, era militare a Bologna nel genio artiglieri e venne trasferito alla Divisione Macerata di stanza in quella che era la Jugoslavia, vicino a Lubiana.

Dopo l’armistizio del 1943, Gambella cercò di tornare a casa, in Italia: provò a raggiungere Trieste mettendosi in cammino da Fiume, nascondendosi tra i boschi, insieme al suo inseparabile compagno Pietro Berdini ma fu fatto prigioniero dai tedeschi. “Ci portarono in treno a 60 chilometri da Berlino, nel campo di concentramento di Furstenberg, dove mi costrinsero a lavorare in una fonderia di ghisa. Furono due anni molto duri: soffrivamo per il lavoro pesante e soprattutto per la fame incombente. La misera razione di rape che ci davano non bastava e c’erano compagni che non si reggevano in piedi e stramazzavano a terra durante la giornata. Fortunatamente tra i tedeschi c’era brava gente come quello che quando andavamo a scaricare le patate da un treno ne gettava a terra alcune sotto il vagone senza farsi accorgere dai soldati in modo che noi di nascosto le potevamo raccogliere e rifocillarsi alla sera”.

Per Gambella, come per tanti italiani, furono due anni di sofferenze profonde. “Finalmente finì la guerra: restammo da uomini liberi in Germania dall’aprile al settembre 1945 fino a quando il 25 settembre riuscii a raggiungere Palombina Vecchia dove viveva la mia famiglia: purtroppo trovai il mio povero padre, che aveva sempre lavorato la terra, malato e moribondo e dovetti ricominciare da capo. Ho iniziato a fare il fornaio con mio fratello Domenico, poi nel 1961 andai ad abitare a Castelferretti e raggiungevo Jesi tutti i giorni col motorino per andare a lavorare nel forno di Nando e Bruno”. Aldo Gambella però non si è mai perso d’animo.

Recentemente il Prefetto, il sindaco di Falconara Goffredo Brandoni ed il Cavaliere Aurelio Maccioni, delegato regionale dell’associazione artiglieri, lo hanno premiato per il suo passato da soldato.
Il nonno di 95 anni non ha perso smalto ed entusiasmo per le sue passioni: è un ottimo cuoco, prepara pizza e porchetta da leccarsi i baffi, è stato un appassionato cacciatore con la sua fedele doppietta Beretta ed amava far da spettatore alle interminabili partite di bocce dei suoi amici al campo boario a Chiaravalle, che puntualmente raggiungeva tutti i pomeriggi in motorino da Castelferretti.
Il motorino non lo usa più da poco tempo ma gli occhi che brillano e la mente sveglia lo accompagnano ancora nei suoi sogni da eterno ragazzo.



... Aldo Gambella premiato in consiglio comunale


Aldo Gambella

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-05-2016 alle 15:29 sul giornale del 31 maggio 2016 - 1005 letture