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Università a Jesi, Lenti (Jesiamo): 'Un punto e.. a capo sulla Fondazione Colocci'

Logo Jesiamo 3' di lettura 31/05/2016 - La questione relativa alla gestione a Jesi della sede distaccata dell’Università di Macerata, portata lunedì all’attenzione dei consiglieri in 2^ Commissione Consiliare con una lunga esposizione del Presidente, Prof. Fava, presente il Sindaco Bacci, infiamma gli animi su una visione diversa sia della concezione degli studi universitari e dell’opportunità di una presenza a Jesi dei corsi di laurea, che delle modalità di investimento di notevolissime risorse economiche.


Una cosa è certa, prima di pensare alla chiusura di una realtà esistente, che nel tempo ha visto crescere, la propria offerta formativa e l’interesse di studenti anche da fuori regione, con conseguente movimento per la nostra realtà jesina, va percorsa la strada delle verifica della possibilità di prosecuzione attraverso una significativa riduzione di costi, strada peraltro già intrapresa da subito dal Sindaco e dall’Amministrazione, e della condivisione di tale percorso con i soci fondatori, Fondazione Carisj, Comune di Jesi, Banca delle Marche, UBI Banca, e con le altre realtà che potrebbero entrare in gioco per favorire una nuova gestione e la continuità di questa esperienza.

Al di là dunque delle polemiche che questo dibattito potrebbe suscitare ci sembra più interessante e costruttivo, porre l’accento su delle proposte operative che possano divenire percorribili e far raggiungere l’obiettivo del mantenimento, magari con l’opportunità anche di un ulteriore sviluppo e nuove sinergie, per l’arricchimento culturale e sociale della nostra città.

Queste le ipotesi emerse nella seduta di lunedì che si potrebbero affrontare:

- l’incorporazione della Fondazione Colocci, nella Fondazione Pergolesi Spontini, soluzione allo studio di fattibilità, da parte delle interessate, circa le modalità e i contenuti, ma che sembrerebbe incontrare al momento alcune difficoltà, come precisato dal Sindaco Bacci;

- un nuovo coinvolgimento della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi e la riapertura di un dialogo che sembra oggi trovare una immotivata porta chiusa, con due proposte, che potrebbero essere dibattute e non viste come intromissioni: la possibilità di incorporare essa stessa la Fondazione Colocci, proprio per la sua vocazione a sostegno della cultura come bene sociale; la previsione di un maggiore apporto di risorse, rispetto alla riduzione attuale del proprio contributo a soli €. 30.000, rispetto all’impegno già previsto in qualità di socio fondatore di €. 300.000, riducendo laddove possibile i propri costi di gestione e vincolando le rendite del proprio patrimonio attuale al sostenimento dei costi relativi ai corsi universitari.

Speriamo dunque che il dibattito in corso continui sulla base del buon senso e della buona volontà da parte di tutti i coinvolti, a partire dai soci fondatori che per primi hanno creduto sulla valenza di questa esperienza per il nostro territorio, e non scada in sterili polemiche, o in meri dibattiti personalistici o esclusivamente politici.

Jesi come sempre ha bisogno di presenze forti in grado di dirimere e risolvere le questioni, soprattutto nell’interesse e a beneficio della collettività. Prima di arrendersi vale sempre la pena di combattere e le battaglie, come la storia insegna, si vincono insieme, non di certo l’un contro l’altro armati.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-05-2016 alle 19:21 sul giornale del 01 giugno 2016 - 1073 letture

In questo articolo si parla di attualità, Jesiamo, Paola Lenti

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