Meetup Spazio Libero scrive al sindaco: 'No a palazzina di 7 piani in via Tessitori'

Meetup Spazio Libero di Jesi 16/06/2016 - Il MeetUp "Spazio Libero" scrive al Sindaco, all'amministrazione ed ai consiglieri comunali di Jesi per segnalare la questione di via Tessitori perchè si ripensi all'inopportunità economica e sociale della costruzione di una Torre di 7 piani che sacrifica un'altra area verde importante in una zona del proprio territorio già ampiamente urbanizzata soprattutto considerando l'enorme quantità di appartamenti sfitti esistenti in città.

JESI NON HA BISOGNO DI ALTRO CEMENTO… NO alla Torre edilizia di 30 appartamenti in via Tessitori

LA PETIZIONE DEI RESIDENTI

Un anno fa alcuni residenti del quartiere San Giuseppe presentavano al Sindaco Bacci una raccolta di circa 250 firme per chiedergli di:

“RIVEDERE, ADOTTANDO OGNI STRUMENTO NECESSARIO, LA DECISIONE DI COSTRUIRE NUOVI INSEDIAMENTI ABITATIVI IN VIA TESSITORI E CIO’ AL FINE DI PRESERVARE L’ATTUALE AREA DI SOSTA, NONCHE’ IL PARCO VERDE CIRCOSTANTE. CIO’ A TUTTO VANTAGGIO DELLE ATTIVITA’ SOCIALI, SPORTIVE E RICREATIVE IVI PRESENTI, NONCHE’ A VANTAGGIO DELLA STESSA VIVIBILITA’ DEL QUARTIERE”.

LUGLIO 2015: “ORMAI NON SI PUÒ PIÙ TORNARE INDIETRO…. “

Il 25 luglio 2015, tre giorni dopo la presentazione della petizione, il Sindaco incontrava i residenti, mettendo subito a tacere la protesta dei firmatari, sostenendo che ormai non c’era possibilità di tornare indietro e che l’ERAP ( ex Istituto Case Popolari) avrebbe costruito nel giro di poco tempo un palazzone di 7 PIANI nelle adiacenze della palestra Carbonari. GIUGNO 2016: SI PUÒ, ANZI, SI DEVE TORNARE INDIETRO NON È CON UNA NUOVA COSTRUZIONE E CON ULTERIORE CONSUMO DI SUOLO, CHE SI DÀ UNA RISPOSTA APPROPRIATA ALLA LEGITTIMA RICHIESTA DI ALLOGGI A CANONE MODERATO.

Non è tollerabile che si spendano 5 MILIONI DI EURO DI NOI CITTADINI, senza un minimo di BUON SENSO, per costruire in quell’area, tra l’altro di interesse ARCHEOLOGICO, ALTRI 30 APPARTAMENTI, QUANDO A JESI CE NE SONO GIÀ 4 MILA SFITTI e sul mercato immobiliare gravano ora centinaia di appartamenti nuovi o quasi completati provenienti da pignoramenti; immobili che possono essere reperiti a costi inferiori a quelli che dovrebbe sopportare l’ERAP per costruire il nuovo.

La REGIONE MARCHE ha già assunto a questo proposito le sue linee di indirizzo (vedasi punto 1. Strategie del Piano Regionale di Edilizia Residenziale per il triennio 2014-2016 - deliberazione del Consiglio Regionale n. 115 del 9 dicembre 2014):

- Ridurre lo stock di alloggi ultimati, invenduti, che appesantiscono e condizionano il mercato edilizio e il sistema delle imprese edili;

- Promuovere interventi di recupero del patrimonio immobiliare esistente ed acquisto alloggi immediatamente disponibili tramite il reinvestimento dei proventi delle vendite del patrimonio abitativo ERP.

QUESTO NUOVO INSEDIAMENTO VA EVITATO PERCHÉ PROVOCHEREBBE ULTERIORI DISAGI E PRIVAZIONI IN UN QUARTIERE GIÀ APPESANTITO PER TRAFFICO, DENSITÀ ABITATIVA E UNA CONCENTRAZIONE SENZA PARI DI “CASE POPOLARI”. COME SI È ARRIVATI AD AUTORIZZARE LA TORRE EDILIZIA DI VIA TESSITORI Il ruolo del Comune di Jesi:

- nel 2009 ha chiesto alla Provincia di prorogare di almeno 60 giorni il bando a seguito del quale il Comune stesso avrebbe dovuto assegnare il contributo della Regione Marche (piano casa) di 1.950.000 euro per l’edilizia agevolata. Ricevuto il nulla osta dalla Provincia ha prorogato la validità del bando per altri 90 giorni;

- nel periodo in cui il bando era ancora aperto, tramite la STU, una società partecipata dello stesso Comune, ora in liquidazione, denominata Società di Trasformazione Urbana “Campo Boario”, ha promesso all’ERAP la vendita di quell’area in via Tessitori sulla quale si dovrebbe costruire la Torre di 7 piani per 30 appartamenti. Questa promessa di vendita è stata usata dall’ERAP come titolo indispensabile per poter partecipare al bando e proporre quella edificazione;

- ha accettato che nell’atto di promessa vendita della STU, l’ERAP condizionasse l’acquisto effettivo del terreno al patto di risultare vincitore del bando comunale (!). L’acquisto del terreno è avvenuto poi realmente nel dicembre 2010, per la somma di 850.000 euro dopo che l’ERAP è risultato vincitore del contributo regionale di 1.950.000 euro;

- ha consentito all’ERAP di beneficiare di proroghe su proroghe sul termine per iniziare i lavori;

- ha accettato e condiviso la tesi dell’ERAP secondo la quale la presenza di una condotta idrica nel sottosuolo dell’area da edificare costituirebbe motivo di forza maggiore tale da giustificare l’impossibilità a progettare e iniziare i lavori;

- ha costruito un marchingegno giuridico sullo spostamento di quella condotta idrica, addirittura una convenzione a tre: Comune di Jesi, Multiservizi ed ERAP, configurandolo come opera a scomputo di oneri di urbanizzazione. Il problema dell’interferenza della condotta idrica è stato segnalato dall’ERAP nel 2011, circa un anno dopo l’acquisto del terreno ed è stato usato come giustificazione di forza maggiore per prendere tempo sull’inizio dei lavori per 4 ANNI (problema della condotta idrica risolto ad aprile 2015, dalla MULTISERVIZI, con 12 GIORNI di lavoro!!!). In realtà la presenza di una condotta idrica nel fondo di chi ha una servitù di questo tipo dà diritto al proprietario di richiederne lo spostamento, ma debbono rimanere a suo carico le spese secondo il principio del nostro ordinamento "cuius comoda et ius incommoda" (di chi sono i vantaggi sono anche gli svantaggi). Così non è stato, perché il Comune di Jesi si è accollato i costi di tale spostamento con la convenzione di cui sopra e l’ERAP si è impegnato solo ad anticiparli.

PER QUALI RAGIONI IL COMUNE DI JESI NON INTERVIENE PER EVITARE LA COSTRUZIONE DELL’EDIFICIO DI 7 PIANI?

- probabilmente per non rimettere in discussione l’edificabilità del terreno venduto dalla STU e gli 850 mila euro incassati dalla sua vendita;

- teme forse le conseguenze di una revoca del contributo ricevuto dall’ ERAP dalla Regione Marche pari a 1.950.000 euro per costruire quegli appartamenti.

MA E’ MEGLIO METTERE UN PIEDE IN UN FOSSO O PRECIPITARE IN UN BURRONE?

A questo punto, sarebbe bene che l’attuale Amministrazione cercasse di salvare il salvabile. Realizzare l’edificio che contestiamo significherebbe completare lo sperpero di denaro iniziato con la costituzione della STU, fortemente voluta dalla passata Amministrazione comunale, la quale, per bocca dell’allora assessore Olivi ambiva a realizzare un intervento “di riqualificazione senza precedenti nella storia della nostra città e che potrà davvero cambiare il volto ad una zona dove sono presenti criticità ma anche straordinarie opportunità…”. Invece, a quanto pare, l’intervento si è rivelato essere una triste occasione di dispendio di denaro pubblico, che vede le “criticità” cittadine ancora tutte in piedi… più una: la costruzione di una Torre di 30 appartamenti a San Giuseppe (!!!).

INVITIAMO ALLORA IL SINDACO

1) a fare proprie le osservazioni dei residenti e degli scriventi;

2) a stoppare la cementificazione in Via Tessitori e quindi a ridiscutere con l’ERAP, con gli strumenti di contrattazione a sua disposizione, la trasformazione degli attuali beni e diritti dell’ERAP sull’area in questione, in altri beni e utilità equivalenti;

3) a concordare con Regione Marche ed ERAP il reimpiego del contributo concesso e non ancora speso dall’ERAP stesso, avendo come riferimento le strategie del piano di edilizia residenziale regionale in vigore (triennio 2014-2016), anche in considerazione del fatto che la Regione Marche deve comunque intervenire per reincamerare il contributo non speso. Infatti, l’ultima proroga ottenuta dall’ERAP sul termine indicato per l’inizio lavori è scaduta il 31 luglio 2015.

4) a revocare tempestivamente il piano particolareggiato Campo Boario, per non dare modo ad alcuno di avviare altre iniziative speculative sui beni pubblici ivi ricompresi, tenendo conto del fatto che con la liquidazione in atto della STU, la fattibilità e proponibilità dei contenuti di quel piano, criticato già dal 2012 dal progettista anche per le forzature ivi introdotte a suo dire dalla parte politica, sono venute meno. Tra l’altro ciò è confermato dal fatto che l’attuale Amministrazione ha già dichiarato la ragionevole intenzione di mantenere la sede operativa della “JesiServizi” al Campo Boario;

5) a organizzare un incontro con la cittadinanza per renderla edotta dei risultati ottenuti con la STU Campo Boario, per conoscerne i bilanci e la destinazione degli 850 mila euro incassati con la vendita del terreno in via Tessitori;

6) a risolvere la questione delle spese anticipate dall’ERAP per eliminare l’interferenza della condotta idrica per precisare che quelle spese non vanno imputate al bilancio comunale.


da MeetUp “Spazio Libero – Jesi”







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 16-06-2016 alle 00:38 sul giornale del 17 giugno 2016 - 1069 letture

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