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La staccionata del giardino del Carlo Urbani si colora e il reparto di salute mentale diventa 'casa comune'

2' di lettura 10/11/2016 - La scuola internazionale di arti grafiche “Comics”, in collaborazione con l’Istituto Artistico di Jesi e sotto l’egida della ditta CAPAROL, divisione della DAW ITALIA, azienda tedesca leader in Europa, produttrice di pitture e sistemi per l’edilizia professionale, stanno realizzando gratuitamente in due tempi un’opera artistica di grandi dimensioni tale da coprire l’intera superficie interna ed esterna della staccionata di recinzione del giardino annesso al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura, diretto dal Dr. Stefano Bonifazi dell’ Ospedale “Carlo Urbani” di Jesi.


La prima fase del progetto è compiuta. La valorizzazione artistica delle superfici e degli spazi cerca di riqualificare un luogo che, nell'immaginario collettivo, è oggetto di discredito (stigma).
Fanno parte del progetto due conferenze sul tema della Salute Mentale, da effettuarsi presso l’Istituto Artistico e la sala Conferenze del Presidio “A. Murri” con scopi informativi, preventivi, di superamento dello stigma sociale e di partecipazione.
I giovani della scuola potranno capire che l’arte può vitalizzare gli spazi più angusti, liberare la fantasia e la creatività, aiutare chi è in difficoltà, per aprire la mente in momenti difficili dell’esistenza, quando si cercano soluzioni alternative e scorciatoie pericolose. Sostanzialmente, si cerca di trasformare il reparto da un luogo di marginale segregazione a una centrale e simbolica “Casa comune” (per pazienti, familiari, associazioni delle famiglie, volontariato, enti morali, ecc.) dove accogliere la sofferenza psichica e recuperare i valori mortificati e poi perduti quando viene calpestata, per vie e forme diverse, la dignità dell’uomo, che viene depositata nei luoghi della marginalità e del discredito: lo stigma.

Per questo, attraverso interventi diversificati a valenza multipla, si cerca di utilizzare il giardino, luogo simbolico della mente e dell’anima, con modalità gratuite, per invitare le istituzioni dell’ambito comunitario ad aprire una comunicazione partecipativa intorno al luogo dello stigma; migliorare il clima emozionale del giardino annesso al reparto, portando colore e fantasia; ampliare lo spazio immaginario dell’angusta recinzione; cooptare la partecipazione delle famiglie e delle Associazioni con modalità ludico-operative per il recupero della comunicazione e della dignità che il SPDC, come “casa comune”, merita; sensibilizzare i giovani alle problematiche della Salute Mentale; avvicinare i giovani e i degenti) alla produzione artistica come modalità di espressione, partecipazione, realizzazione creativa e opportunità di servizio; dimostrare rispetto e sensibilità per la dignità degli operatori, dei degenti e delle loro famiglie.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2016 alle 17:59 sul giornale del 11 novembre 2016 - 891 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, asur marche, Area vasta 2

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