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Jesi in rima: 'Le marche e il terremoto'

Terremoto Ussita 1' di lettura 11/11/2016 - Ancora una poesia seria di Marinella Cimarelli, perché la nostra poetessa non sa solo far ridere i lettori... perché l'attenzione resti sempre alta dopo il terremoto che ha distrutto il cuore della nostra regione, ed infine perchè il territorio e la sua gente non vengano dimenticati e ricevano gli aiuti di cui hanno bisogno.



La montagna
dorme ora, gigante
quasi immobile
e quieta.
Sotto il suolo
la faglia si è aperta
e sussulta nel vuoto.
Le voragini
mutano lente
i confini e i contorni.
L'Appenino
ferito nel cuore
ha mutato sembianza.
Pascolano
lente le greggi
sui prati deserti.
Le stalle
rifugio e appannaggio
di miti animali
si chiudono una alla volta
e migrano altrove.
La schiena
del contadino
si piega dolente,
sotto il peso
di nuove fatiche
e speranze inattese.
Le Marche,
territorio incantato
di antiche bellezze,
stupiranno
per la voglia di vita
e la forza del cuore.





Questo è un articolo pubblicato il 11-11-2016 alle 08:18 sul giornale del 12 novembre 2016 - 2049 letture

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