Quantcast

Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 20 novembre, Festa di Cristo Re

Don Gerardo Rocconi 6' di lettura 20/11/2016 - Dal Vangelo secondo Luca.

In quel tempo, [dopo che ebbero crocifisso Gesù,] il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso». Parola del Signore

CRISTO RE DELL’UNIVERSO
Oggi la Chiesa celebra la festa di Cristo, re dell’universo. E per spiegarci il significato di questa festa ci fa leggere il racconto degli ultimi momenti di vita terrena di Gesù. Gesù è sulla croce e i capi lo deridono, ci dice l’evangelista. E’ il momento della tentazione, quella di scendere dalla croce e di non realizzare il progetto messianico, secondo la profezia di Isaia, che prevedeva il dono di se stesso.. Gesù sente quasi un canto di vittoria che dichiara il suo fallimento e il fallimento della croce, e il fallimento della obbedienza a Dio. Gesù ha preteso di essere il Cristo: “Ora, gli dicono, lo dimostri”.
E Gesù cosa avrà chiesto al Padre? “Dammi una rivincita”? No, Gesù ha continuato ad affidarsi al Padre e a lasciar fare lui. Crede e vive l’amore del Padre anche senza prove Anche i soldati gli gridano : Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso: Constatano che il suo messianismo è politicamente debole. Un re deve essere forte e non può cadere in mano ai nemici.
Ma Gesù manifesta la sua libertà donando se stesso.
Attraverso la sua debolezza il Padre manifesta la sua forza, la forza del perdono. Sulla croce c’era una scritta: «Costui è il re dei Giudei»: Ed è una verità quella scritta, ma è totalmente da reinterpretare. Infatti veramente il crocifisso regna su tutto, ma il suo dominio è quello dell’amore: “Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me (Gv 12,32). Crocifissi accanto a lui c’erano due malfattori e uno lo insultava: ma la sua è una bestemmia, perchè non riesce a riconoscere il Figlio di Dio. E questa è la nostra tentazione allorchè ci comportiamo da nemici della croce di Cristo.
Ma l ’altro ha un atteggiamento diverso: anzitutto riconosce i propri peccati e questo è già aprire il cuore alla salvezza.
E poi esce in quella stupenda preghiera: Gesù, ricordati di me quando sarai nel tuo regno. Gesù, si è fatto ultimo di tutti perchè nessuno potesse sentirsi abbandonato e maledetto, neanche morendo in croce da malfattore. Dio ormai è nel punto più lontano da Dio per essere vicino a tutti. Il Regno di Gesù, il Figlio, sono le braccia del Padre. E Gesù pertanto di rimando gli dice: «In verità io ti dico: oggi sarai con me nel paradiso, cioè in quel giardino dal quale il disobbediente Adamo dovette fuggire. Per la mia obbedienza e la tua fede possiamo stare in quel giardino che è il cuore di Dio.

GESU’, UN RE CHE REGNA DALLA CROCE
La Chiesa vuol descriverci la regalità di Gesù con questo episodio. Che tipo di re è Gesù? Dall’alto del suo trono, la croce, il Signore Gesù compie il giudizio di Dio sui nemici: perdona e dona il Regno di Dio ai malfattori. Comprendiamo quindi in che senso Gesù è il re e qual è la salvezza che porta. E’ un re che esercita la sua libertà e il suo potere nel servire e dare la vita. L’unico suo potere è amare fino alla morte.
La salvezza che porta è quella di un Dio che si fa condannare alla nostra stessa pena, pur di stare con noi, per sempre. Lui è il re. Povero, affamato, piangente, odiato, bandito, insultato e respinto come scellerato, ama i nemici, fa loro del bene, li benedice, intercede per loro, resiste al male portandolo su di sè, è disposto a subirne di più pur di non restituirlo, e così salva. Questa sua regalità rivela la grazia e la misericordia di Dio, il quale vuole che tutti i suoi figli siano salvi. E’ infatti rivelazione e vicinanza di un Dio che è amore gratuito che nella sua misericordia si fa prossimo e chi china sull’umanità perduta. Nessuno può rialzarsi da solo. Gesù, il Re, si conquista un popolo donando la vita.
Apparentemente quella croce non serve a nessuno. Ognuno la rifiuta. Lo spirito del mondo non capisce. Eppure quella croce, che è il trono su cui siede il re, è la via di una vita nuova per sempre. E ognuno di noi pertanto è chiamato a riconoscere che quella croce in realtà è l’albero della vita piantato dall’amore di Dio.

LA PORTA SANTA
Domenica scorsa abbiamo chiuso in tutte le diocesi la Porta Santa. In questa domenica viene chiusa a San Pietro. Finisce così l’Anno Santo della Misericordia. Ma se passare quella porta aveva il significato di aprire il cuore al Signore che vuole riversare su ciascuno la sua misericordia, ora la Porta Santa è chiusa, ma continua la gioia di accogliere sempre un dono, un dono stupendo, cioè tutto l’amore che il Signore vuole riversare su ciascuno. E amati, dobbiamo sempre imparare ad amare.
Chi ha ottenuto misericordia, deve donare misericordia. Ecco allora che l’Anno Santo è finito nelle sue celebrazioni, ma continua in quanto abbiamo appreso e meditato: continuiamo, cioè, a riempire la nostra vita di opere buone, opere di misericordia. E soprattutto continuiamo a donare il perdono. Perdonati, perdoniamo; amati, amiamo! Non più solo un anno, ma una vita di misericordia ricevuta e donata.
Chiediamo che avvenga così per questo mondo pieno di durezza. Ce lo ottenga con la sua preghiera Maria Santissima, Madre di Misericordia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2016 alle 23:43 sul giornale del 21 novembre 2016 - 686 letture

In questo articolo si parla di gerardo rocconi

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.me/aDH1





logoEV
logoEV