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Mons. Gerardo Rocconi: il Vangelo di domenica 27 novembre

Gerardo Rocconi 4' di lettura 27/11/2016 - Dal Vangelo secondo Matteo.



In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo.
Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo
». Parola del Signore

INIZIA L’AVVENTO
Primo giorno di avvento. Ci è donato ancora un tempo prezioso, questo tempo di Avvento per ricordare e comprendere alcune cose:
1- Il Signore è già venuto. Già chiede di essere accolto. Già può liberarci dal male. Ed è veramente sciocco vivere come se il Signore non fosse mai venuto. Solo chi lo accoglie oggi, con i fatti, non dovrà temere la sua definitiva venuta, alla fine dei tempi. Questo tempo è per rinnovare la nostra scelta del Signore.
2- Il Signore verrà! Il cristiano vive sempre in una attesa. L’attesa di una esperienza più profonda del Signore giorno dopo giorno, di un incontro più vero fin da adesso, l’esperienza di una fede intensa.
3- Il credente attende anche l’incontro definitivo con il Signore quando egli ritornerà per vincere il male e accoglierci nella sua casa, per iniziare una festa meravigliosa ed eterna. E ritornerà anche come giusto giudice per dare a ciascuno secondo le sue opere.

SIATE SEMPRE PRONTI: IL SIGNORE VUOLE SALVARVI
Questo tempo di avvento è per raddrizzare il nostro cammino per essere pronti all’ incontro finale. Per invitarci a scuoterci la liturgia ci invita ad alcune riflessioni.
* Anzitutto ricordiamo che c’è il rischio di vivere come al tempo di Noè: “Si mangia, si beve, ci si diverte... e non ci si accorge di quello che è la vita degli uomini.” Chi riflette sente il peso della notte in cui siamo immersi. Ma non può bastare angosciarsi un po’ senza cercare una vera soluzione. Bisogna trovare una risposta alla pesantezza del mondo fatta di fame, di ingiustizia e di morte, di immoralità, di distruzioni dei valori della famiglia, della persona… E la domanda sorge forte: Chi ci salverà?
* Ecco di rimando la parola dell’apostolo che ascoltiamo nella seconda lettura. Una salvezza c’è, è pronta, ma bisogna accoglierla. Bisogna svegliarsi dal sonno. La salvezza è Gesù. Rivestitevi del Signore! Accogliete lui, la sua persona, la sua Parola, il suo esempio. Vieni Signore, non tardare! E’ una invocazione che sale spontanea. Affrettati Signore, vieni a liberarci. Venga il tuo Regno.
Noi sappiamo che Egli alla fine sarà il vincitore nei confronti di ogni male, della morte e di Satana. Noi viviamo nell’attesa di quel giorno. Quello sarà il giorno della luce piena.

UNA SALVEZZA FIN DA OGGI
Certo, la salvezza piena e definitiva sarà alla fine, al ritorno del Signore nella gloria. Ma il Signore è già venuto, già ha dato la vita per noi, già ha vinto. E allora è possibile che tanti siano i segni della sua vittoria. Impariamo a vederli. Già il Signore è disponibile ad entrare nella vita degli uomini e a dare dei segni forti della sua presenza e della sua vittoria. Già fin da oggi il Signore può e vuole portare un po’ della sua luce.
Già fin da oggi vuole esaudire la nostra preghiera e la nostra invocazione di essere liberati. Ma il problema è sempre lì. Lo invochiamo, lo cerchiamo, lo supplichiamo, gli chiediamo di venire, ma alla fine non gli apriamo la porta, perchè la nostra non è una conversione vera. Ognuno di noi guardandosi dentro vede quanto è intensa la presenza del peccato, quanto è scarsa la preghiera, quanto è limitata la nostra carità, quanto la nostra vita non è servizio , quanto cerchiamo in realtà noi stessi. Insomma dormiamo!
E allora quell’invito della seconda lettura - è tempo di svegliarvi dal sonno - indica come finalmente bisogna accogliere Gesù, bisogna attenderlo, vivere di Lui e con Lui, vederlo come il vero salvatore.
Carissimi,che questo avvento, pertanto, sia caratterizzato dalla preghiera intensa, dall’ ascolto della Parola di Dio, dalla carità e dalle opere buone, e dall’abbandono di ogni forma di peccato.
E sul serio impariamo a gridare e supplicare: Vieni Signore, non tardare! Affrettati Signore, vieni a liberarci. Venga il tuoi Regno.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2016 alle 17:34 sul giornale del 28 novembre 2016 - 758 letture

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