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Chiaravalle: chiostro, ex sindaco e giunta coinvolti in indagine giudiziaria, PD 'Rimasti di stucco'

Il chiostro di Chiaravalle 3' di lettura 29/11/2016 - Si rimane di stucco ad apprendere la notizia che il Sindaco e l’ex giunta, che hanno amministrato a Chiaravalle fino al 2012, sarebbero coinvolti in un’indagine giudiziaria per lo scambio di un’area con la Parrocchia.

Quell’atto, con il quale si concedeva alla Parrocchia l’utilizzo per 99 anni di una parte delle pertinenze abbaziali in cambio dell’utilizzo per lo stesso periodo dell’area verde dietro al chiostro, altro non era infatti che la chiusura di impegni che le precedenti amministrazioni avevano preso con la Diocesi, dopo che ad inizio anni Novanta il Comune era diventato proprietario di tutto il blocco delle pertinenze a seguito dell’acquisto dai Monopoli di Stato.

A maggior chiarimento della situazione va ricordato che quell’acquisto dai Monopoli, reso possibile grazie alla rinuncia della Parrocchia del diritto di prelazione, ingenerò da parte della Parrocchia delle richieste in ordine all’utilizzo e/o al trasferimento del diritto di proprietà, logicamente più che legittime, considerata la storia di quei fabbricati che contengono il Chiostro dell’Abbazia. Dette richieste, già negli anni Novanta, vennero parzialmente accolte dal Comune, con l’impegno di trasferire in uso alla Parrocchia una porzione dei fabbricati di ca. 1000 mq da ristrutturare a carico dell’Ente. A riprova della volontà pubblica di andare incontro alle richieste della Parrocchia c’è anche il fatto che senza soluzione di continuità molti dei locali a piano terra dell’edificio sono da sempre stati concessi in uso alla Chiesa che li ha utilizzati negli anni come luogo di ritrovo dei ragazzi dell’Oratorio o per la Caritas parrocchiale.

La convenzione tra il Comune e la Parrocchia è stata valutata approfonditamente sia sotto il profilo giuridico dal Direttore Generale del Comune sia sotto il profilo urbanistico/economico dai tecnici dell’Ente. Da rilevare anche il fatto che le contestazioni sembrerebbero attenere per lo più alla sfera tecnico-giuridica, ma vale la pena ricordare che l’iter dell’atto è stato rispettoso di tutta la procedura: proposta della giunta, parere della commissione consiliare, delibera di Consiglio; ed in Consiglio il documento è stato approvato con la sola contrarietà del gruppo “Sinistra l’Arcobaleno” e del consigliere Claudio Bolletta (“Popolo della Libertà”), motivata con valutazioni di tipo ideologico: contrari perché si favoriva la Parrocchia. Di fatto nessuno all’epoca aveva ravvisato motivi giuridici per bloccarne l’iter.

Infine va rilevato che la ricostruzione fatta, almeno da un giornalista, tesa a voler collegare lo scambio di aree con il successivo progetto di edificazione di un supermercato nella vicina area ex-Fintecna, sembra del tutto artificiosa, considerando che l’atto con la Parrocchia venne deliberato dal Consiglio Comunale nel 2010 ed il progetto di nuova edificazione venne presentato agli uffici comunali nel 2013, dopo la fine della precedente amministrazione.

Va rimarcato infatti che l’acquisizione in utilizzo dello spazio verde adiacente al Chiostro non solo era il naturale completamento dell’acquisizione a suo tempo fatta dall’Ente, ma avrebbe anche consentito di evitare accordi tra privati su quell’area; l’Amministrazione Comunale, in quanto titolare dell’uso di questo piccolo ma importante appezzamento, ha oggi infatti in toto la responsabilità della sua destinazione d’uso e, quindi, può disporne l’utilizzo secondo gli interessi collettivi della città impedendone un uso speculativo. Probabilmente destinare quest’area alla realizzazione di un orto dei semplici potrebbe essere il coronamento migliore per la valorizzazione del sito.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-11-2016 alle 00:34 sul giornale del 29 novembre 2016 - 1314 letture

In questo articolo si parla di attualità, chiaravalle, chiostro

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