Chiaravalle: Forza Italia su questione Sic1

Forza Italia 02/02/2017 - Lunedì, 20 Giugno 2005, con “Atto del Consiglio Comunale” n. 39, veniva approvata a maggioranza, la “Costituzione Società Informatica a Capitale e Controllo Esclusivamente Pubblico”, la SIC 1, acronimo di Società Informatica Comunale.

Fummo tra i pochi, fin dall’emissione del suo primo vagito avvenuto 15 giorni prima, precisamente il 7 Giugno 2005, nella prima commissione consiliare (assegnataria delle materie relative agli affari generali, al bilancio, alle finanze, al personale ed alla organizzazione) dove venne discusso, al punto numero 2 dell’ odg, la “Costituzione della Società Pubblica per la gestione intercomunale informatica” e ad illustrare il suddetto punto, ci onorò e gratificò della sua presenza, l’allora Assessore Davide Favi.
Eravamo consiglieri comunali di opposizione, e da subito, fummo critici sulla nascita di questa Società, che definimmo immediatamente il nuovo “postificio” della sinistra che, ininterrottamente governava e governa Chiaravalle. Fummo tacciati di qualunquismo e definiti “incompetenti” dai consiglieri di maggioranza, prima in commissione e poi nella seduta del Consiglio Comunale di Martedì 20 Giugno 2005, che con atto n. 39 ne decretò la nascita, perché , dicevano, il personale per tale società “sarebbe attinto dall’Amministrazione tramite comando, dopo un confronto con le OO. SS”. Ai chiarimenti chiesti dal compianto collega Favilla sui compensi, rispondevano evasivamente, rinviando a ulteriori incontri delucidatori Intuimmo sin da subito che sarebbe stata una “macchina mangiasoldi”, ad uso e consumo dei “soliti noti”. Invano lo denunciammo, anche in sedute del consiglio comunale di “fuoco”: invano.
Furono sordi ai nostri moniti e alle nostre rilevate e giustificate critiche. La disattenzione, la distrazione della cittadinanza, li aiutò a portare avanti il loro progetto. Nonostante fosse una “società a capitale e controllo totalmente pubblico”, aveva una gestione di carattere privatistico, permettendogli così di assumere chi gli pareva, senza alcuna gara e senza alcun bando! Furono versati € 30.000,00 per le azioni; alla presidenza della Società fu insediato l’allora segretario dei DS (si chiamavano così) e attuale Presidente del Gruppo Consiliare “ Bene Comune” in Consiglio Comunale di Chiaravalle, ex PD, Andrea Mosconi. Nel dicembre dello stesso anno, fu stipulato dal Comune di Chiaravalle e dalla SIC 1, una convenzione di € 420.000,00, per i tre anni successivi, per “gestire i sistemi informatici del Comune”: Una marea di soldi!! Non solo, quando l’allora presidente Mosconi lasciò la Sic 1, se non ricordiamo male nel 2011, la Sic 1, aveva € 5.000.000,00 circa di sofferenze(debiti)! Squilli di tromba, articolesse sui quotidiani, interviste a tutto campo, annunciarono la nascita di (per noi) questo mostro fagocitatore di denaro pubblico!
Si mosse con un servizio persino Report della Gabanelli, ad elogiare il progetto. Fu aperta anche una sede secondaria, per un breve tempo, a Verona denominata SIC1 Nord, dove si insediò, manco a dirlo, l’allora successivo segretario dei Ds e attuale Capo gruppo in Consiglio Comunale di “Siamo Chiaravalle” Silvia Camerucci. Risultato? Nel 2014, la SIC 1, viene dichiarata Fallita dal Tribunale di Ancona, sotto la Presidenza Di Claudio Bolletta, ex Consigliere Comunale di F.I., ed attuale Esponente della Lega Nord, come accennavamo prima, con debiti, che eufemisticamente chiamano “sofferenze” di oltre 5.000.000,00 di €uro!

Ora, si viene a conoscenza, grazie all’ex consigliere di Monte San Vito Giorgio Sassi, di un’indagine chiesta alla Procura della Repubblica di Ancona dalla Regione Marche, perché pare che a fronte di lavori mai realizzati, la Sic 1 abbia incassato, sotto la Presidenza Mosconi e con una dichiarazione di fine lavori dell’allora Direttore Generale Ricci, € 44.000,00 circa dall’Ente Regione e € 58.000,00 circa dal Comune di monte San Vito.

Alcune domande, ci paiono lecite: Che fine hanno fatto i circa 58.000,00 € erogati dal Comune di Monte San Vito? Che fine hanno fatto i circa 44.000,00 € erogati dalla Regione Marche? L’allora Presidente Mosconi, “poteva non sapere”? Il Presidente Bolletta, nel prenderne possesso, ne venne a conoscenza? Se ne venne a conoscenza, perché non informò subito gli organi competenti, cioè la magistratura? E perché di quella grossissima sofferenza ( Debito) di 5.000.000,00 €, come mai né Mosconi, né Bolletta hanno mai dato giustificazioni alla cittadinanza? Noi siamo garantisti da sempre, e non ci interessa l’intervento della magistratura. Quello che ci interessa è davvero il Bene Comune, quello dei cittadini, non quello che rappresenta Mosconi in consiglio comunale, né quello di cui vanno blaterando ad ogni piè sospinto ipocritamente certi personaggi, come li definirebbe un loro più famoso sodale! Andrea Mosconi, Claudio Bolletta, spiegate alla cittadinanza che fine hanno fatto quel mare di denari!






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2017 alle 22:48 sul giornale del 03 febbraio 2017 - 558 letture

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