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Massaccesi (Jesiamo): 'Riparare il territorio, e una piccola idea (una Zona Franca) per far ripartire il Centro Italia'

Daniele Massaccesi 3' di lettura 02/02/2017 - Le aziende manifatturiere, e quelle che hanno sempre garantito maggiore occupazione, hanno chiuso, spesso per fallimento, o sono comunque in grande crisi od hanno delocalizzato, poche sono quelle che continuano a credere nel nostro Paese, e ad investirvi: un modello di industria è tramontato e forse non ci sono neanche più le condizioni, economiche e sociali, per riproporlo.


Ci si domanda se, in parte anche costretti dai recenti fenomeni, tragici, del terremoto e di altre calamità che hanno colpito diversi nostri territori, non sia il caso di impegnare tutte le energie possibili con il ripartire dal vecchio, dall’esistente, e così cercare di ricostruire e di “riparare” l’Italia, investendovi risorse e capacità.

Bisognerebbe ripensare al territorio, inteso anche come risorsa, ed invece finora disastrato e violentato, e mirare gli investimenti possibili sulle infrastrutture, sul territorio stesso, sulle nostre case, sul patrimonio culturale immenso di cui l’Italia è piena, sì da renderla attrattiva e capace di riproporsi in tutte le sue potenzialità, facendola risalire dalla attuale tristezza.

Una sorta di nuovo “rinascimento”, che avrebbe bisogno non solo dell’intervento pubblico ma anche delle aziende, delle varie professionalità e dei giovani: oltre ad una idea di futuro per l’Italia, da individuare subito, e con precisione, da strutturare e su cui investire, idea che ancora non c’è, che manca, e che dovrebbe avere come prospettiva almeno i prossimi 30 anni, e che fa apparire sterile proprio quell’idea di futuro vissuta finora quasi sul quotidiano e nell’immediato – questo è quello che si tende a dare ora alle nuove generazioni, senza dimenticare che la stessa esigenza è peraltro sentita pure dalle generazioni meno nuove -, ci vorrebbero la volontà e la forza di quanti, anche in politica, pur avendo titolarità e responsabilità, hanno finora preferito impegnarsi invece in una sorta di gioco al massacro, con un reciproco rimpallo di colpe.

Il tutto senza accorgersi in Italia che stiamo lambendo la povertà e che le prospettive di sviluppo, se non quelle di pacifica e civile convivenza, scarseggiano o, se ci sono, sono messe a dura prova: nonostante ciò, si è preferito e si preferisce volgere l’attenzione al referendum, prima, ed alla legge elettorale, poi, distogliendola da altre preoccupazioni, ed elargendo, nel contempo, indistinte manciate di “bonus”, con finalità che appaiono peraltro ben chiare.

Al di là di progetti per “Casa Italia” e di slogans a volte troppo facili, è auspicabile che si faccia, presto e bene, fare qualcosa di importante per un parte della nostra Nazione, ed è lecito domandarsi se è attuabile anche una iniziativa straordinaria che veda chiedere dal nostro Governo ai partners europei una decisa e profonda innovazione per rispondere alle attuali emergenze che si sono manifestate in Italia, e che sia volta ad istituire, ad esempio, una zona franca nel Centro-Italia, in cui favorire in concreto e decisamente gli investimenti, attirando risorse e progetti, in cambio di agevolazioni e di una fiscalità notevolmente ridotta, e per un certo numero di anni.

Rammentato che, per le “zone franche urbane”, l’applicabilità riguarda solo alcune zone individuate dal CIPE o con legge nazionale, in ogni caso zone con scarso sviluppo economico, perché non arrivare a favorire, con una legge nazionale, ma di concerto con l’Europa, e superando così possibili vincoli o legami, apparentemente insuperabili, la istituzione nel Centro Italia di una Zona Franca? È possibile? Penso di sì, se si vuole fare veramente qualcosa, e sarebbe importante veder impegnati su questa idea, se la condividono, i Parlamentari eletti nel territorio.


da Daniele Massaccesi
Presidente del Consiglio Comunale di Jesi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-02-2017 alle 23:47 sul giornale del 04 febbraio 2017 - 1434 letture

In questo articolo si parla di attualità, Daniele Massaccesi

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