Chiaravalle: Chiaravalle Più Bella incontra l'associazione Arte x Arte

15/02/2017 - Vorrei riportare innanzitutto un caloroso ringraziamento alle diverse amministrazioni chiaravallesi che, ormai da lungo tempo, ci hanno dato la possibilità di utilizzare uno spazio comunale per impiantare la nostra sede: maggioranze ed opposizioni, senza distinzioni di sorta.


Grazie infatti a questo rapporto di fiducia reciproco, ad esempio, noi riusciamo a non pagare l'affitto; dal canto nostro, cerchiamo di “ripagare” questo pregevole trattamento mettendo a disposizione dell'amministrazione le nostre competenze. Quando richiesto giriamo nelle scuole, negli asili, con i ragazzi disabili, al “centro Arcobaleno”, nelle scuole elementari di Falconara Marittima e nelle scuole medie di Montemarciano; collaboriamo con l'Unitre di Montemarciano e la maggior parte di quelli che fanno parte dell'Unitre, in un secondo momento, si iscrivono alla nostra associazione. Riguardo al “ridare” e alle piccole e grandi soddisfazioni che questa azione può dare, vi racconto un piccolo aneddoto: nel 2011 abbiamo donato all'Abbazia cistercense di Chiaravalle alcune tavole rappresentanti la via Crucis, tutte sono state posizionate lungo il corpo interno della Chiesa.
Be, forse la soddisfazione più grande per noi è stata quando gli stessi funzionari della Soprintendenza, in visita a Chiaravalle, non si sono accorti delle tavole posizionate, come se queste fossero state li da sempre. Siamo stati davvero orgogliosi del lavoro fatto. La nostra tessera di iscrizione costa 30 euro all'anno, tutti utilizzati per le spese fisse (telefono, pulizie, ecc.) e, solo per quelli che praticano l'arte della ceramica, è stata prevista una piccola sopratassa di cinque euro al mese, per l'acquisto dei materiali.
L'associazione nasce negli ani '90 e ad oggi conta 394 soci (eravamo 308 nel 2014), tutti presenti, un centinaio quelli attivi; raccoglie non solo chiaravallesi ma persone che vengono anche da Senigallia, Recanati, Falconara, uno addirittura di Treja. Ultimamente comincia ad essere presente anche qualche “giovane” ma, la maggior parte dei soci, vanno dalla quarantina in su: mi piace pensare che sono quelli che prima non hanno mai avuto la possibilità di esprimersi e che da noi hanno trovato modo di farlo. Tra le persone che frequentavano i corsi organizzati qui in sede c'erano, pensate, tre signore svizzere,due soci provenienti dal Belgio ed alcuni dalla Croazia: nel nostro piccolo, siamo stati – e un po lo siamo tutt'ora - un'associazione anche dal carattere internazionale. Questo, mi preme dirlo, grazie soprattutto ai bravi maestri che si sono alternati nelle lezioni. La nostra attività principale è dare la possibilità ai soci di “aprire il proprio cassetto” cioè, detto in altre parole, contribuire a tirare fuori l'artista che ognuno di noi tiene dentro e che, non di rado, non riesce a trovare il giusto spazio per potersi esprimere.
Ecco se posso definire la nostra Associazione direi che il nostro è un luogo dove ognuno si può esprimere, ognuno di noi è a disposizione dell'altro, siamo tutti maestri e allievi allo stesso tempo.
Ci trasmettiamo le nostre esperienze, non ci sono segreti l'uno con l'altro, e posso dire in tutta franchezza che finora ha funzionato bene così; credo che sia soprattutto per questo che il numero dei soci è aumentato costantemente. Di solito qui in sede c'è sempre qualcuno ma abbiamo anche dei giorni fissi in cui incontrarci: il martedì, il giovedì e il venerdì dopocena, così da dare la possibilità anche a chi lavora di essere dei nostri. Facciamo pittura, ceramica, disegno e da non molto anche incisione, questo anche grazie al fatto che l'attuale amministrazione ci ha donato il piano di sopra: con uno spazio maggiore abbiamo pensato di allargare un pochino anche le nostre competenze.
Organizziamo due mostre l'anno fisse: una libera ed una a tema e questo da sempre. In aggiunta esiste la possibilità di fare delle mini-mostre collettive, ad esempio tra due soci pittori insieme ad altri due o tre della ceramica. Anche se la ceramica non era proprio il pane di Chiaravalle, grazie al lavoro che abbiamo fatto negli anni, siamo riusciti a far crescere la passione dei chiaravallesi verso questa pratica artistica Ad esempio manteniamo uno scambio continuo con i luoghi dove la ceramica è davvero importante; reperiamo il materiale a Deruta, in provincia di Perugia o a Faenza; la terra che utilizziamo per lavorare proviene da Montelupo Fiorentino in provincia di Firenze.
Allo stesso tempo cerchiamo di invitare qui da noi esperti di quei luoghi per farci fare qualche lezione. In questo momento, ad esempio, abbiamo in piedi due corsi: uno di decorazione e l'altro di “terzo fuoco”. Il “terzo fuoco” è quella tecnica che si occupa dei lustri visibili nelle diverse ceramiche: il madreperla, l'oro, ecc.. La ceramica ha bisogno di diversi passaggi per essere completata: dallo stato crudo, alla cottura smaltata e decorata, al momento della ricottura con la cristallina, alla decorazione con i colori da “terzo fuoco” fino all'ultima ricottura. Riguardo alla pittura abbiamo come insegnate Elsa Volpini, una signora di novantanni che ancora viene a farci lezioni, è un'acquarellista eccezionale.
Da parte mia, ho scoperto un grande interesse personale verso la tecnica del graffito, un'arte magnifica in cui conta molto la pazienza; immaginate che per completare una piccola tavola ho bisogno di almeno un mese di tempo, ma il risultato vale davvero la pena. Con questa tecnica sto cercando di completare gli ultimi brani mancanti tratti dalla “Divina commedia”: precisamente i gironi dell'Inferno dantesco. Per fare un graffito bastano alcuni semplici passaggi: il disegno viene ricalcato sopra la base da utilizzare (di solito una piastra di creta rossa colorata con uno spesso strato di colore bianco), così da poter essere graffiato - incidendo lo strato bianco – e da permettere al rosso di ritornare visibile; per graffiare si possono utilizzare aghi specifici o, ad esempio, l'aculeo di un istrice e una piccola sgorbia.

Da questa chiacchierata, che ritengo molto utile, vorrei che emergesse soprattutto un concetto: il momento d'incontro tra due persone, entrambe con la voglia di imparare e scambiarsi le proprie idee, è quello più importante. Nulla supera l'incontro di due soggetti che hanno un gran voglia di fare, scambiandosi le proprie competenze e cercando di colmare, grazie a questi scambi, i propri vuoti. Ecco, l'importante è che queste due persone possano, in qualche modo, stare insieme, venire in contatto. La stessa cosa, ho cercato di farla nel periodo in cui sono stato presidente della Consulta del volontariato di Chiaravalle; quando ho ricoperto quella carica, ho sempre cercato di considerare ogni associazione allo stesso modo: assolutamente fondamentale per la nostra comunità. A conti fatti, il mio pallino è sempre stato quello di dare a tutte le associazioni un tetto sotto il quale poter stare; la questione degli spazi è vitale per le associazioni; queste per dare il proprio meglio devono poter contare su degli spazi adeguati.
Concludo, sottolineando la piacevole dimensione collaborativa che siamo riusciti a costruire anche con le altre associazioni chiaravallesi: c'è un continuo scambio di idee tra tutti noi e, non di rado, uno scambio di prodotti; logicamente tutto questo senza alcun costo. Ripeto, e chiudo, non facciamo altro che restituire quello che ci viene dato, è questa per noi la più grande ricchezza.


da "Chiaravalle più bella"
associazione chiaravallese





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-02-2017 alle 18:39 sul giornale del 16 febbraio 2017 - 1050 letture

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