Gregori (Lega Nord): 'Dal Comune 30 mila euro spesi per Jesi in Progress. Nessuna opposizione?'

Silvia Gregori 25/02/2017 - Leggo con interesse la nota stampa diffusa e inviata agli organi di informazione dal comitato Jesi in Comune sullo studio affidato dal sindaco Massimo Bacci a Nomisma, società di consulenza che ha predisposto il Piano di sviluppo di Area Vasta, denominato “Jesi in progress”, illustrato una settimana fa ai cittadini al Teatro Pergolesi.

Mi risulta difficile comprendere come si possa parlare di partecipazione dei cittadini eseguendo uno studio "dall'alto" attraverso interviste ad un centinaio di persone, prese a campione, senza spiegare né il criterio di selezione né se considerate adeguatamente rappresentative, tirando infine i risultati per le somme come se tutta la comunità jesina potesse effettivamente rispecchiarsi in questa fetta esigua di popolazione.

Inoltre, sarei curiosa di sapere, data che la parcella di Nomisma è costata al Comune 30 mila euro, cifra integrata con un ulteriore contributo a spese dell’imprenditore bolognese Maccaferri, a quanto ammonta il costo totale di questo studio presentato come l'unica via di salvezza per la nostra città, il suo auspicato processo di evoluzione verso il futuro.

Sottolineo che questi soldi pubblici sono tanti in un momento di grande difficoltà economica e di crisi che anche la nostra città sta attraversando. E faccio fatica a comprenderne l’utilizzo. Mi chiedo dove fosse l’opposizione e cosa stesse facendo quando la Giunta Bacci intraprendeva una simile manovra, decidendo di devolvere denari pubblici in studi e proiezioni astratte. Forse è questo il vero problema di questa Amministrazione, che manca ormai da quattro anni una forza politica contraria in grado di sollevare dubbi e perplessità, di scavare e andare a fondo in questioni macroscopiche come questa, analizzando anche il più piccolo dettaglio. Per come è la situazione attuale, la Giunta non incontra grandi ostacoli neanche con la presenza dei Cinque Stelle che sono latitanti su diversi fronti, come se selezionassero quello che è di loro interesse e quello che no per giustificare un loro intervento. Ritorno a dire che non si può guardare al futuro senza prima aver risolto attuali questioni più urgenti e, soprattutto, non si può affrontare il domani con una politica lontana dalla gente, che nulla a che vedere con i problemi della quotidianità. Il rischio è spezzare la comunità in due, tra cittadini di serie A e di serie B, discriminati in base al quartiere di residenza e soprattutto in base alla capacità o meno di avere un eco abbastanza possente. Dopo i 50 mila euro stanziati per il restyling del campo Rom e gli ulteriori 30 mila euro spesi come fossero caramelle, mi chiedo se qualcuno non abbia perso seriamente il contatto con la realtà. Propongo allora agli attuali amministratori di cimentarsi magari in una sorta di reality, dato che le telecamere ci sono già in abbondanza: un mese di vita in zona Porta Valle e adiacenti con 1200 euro al mese, da dividere tra padre, madre e due figli, con affitto o mutuo di 400 euro al mese. Poi vorrei nuovamente conoscere cosa ne pensano dei dati, delle proiezioni e delle favole di “Jesi in Progress”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-02-2017 alle 00:08 sul giornale del 25 febbraio 2017 - 419 letture

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