Basket: Contro Ravenna la Termoforgia si arrende solo dopo un supplementare

12/03/2017 - Jesi – Battuta a vuoto della Termoforgia, che ci prova fino in fondo, trovandosi avanti nel punteggio, per gran parte del match, pagando però i troppi errori commessi, i suoi cali di intensità difensiva, pur acciuffando il supplementare a 3” dalla sirena, quando il match era già compromesso.

Troppo stanca la squadra di Cagnazzo nell’ultimo quarto e nel supplementare, troppi errori, prima difensivi e poi offensivi; certamente il +13 del primo riposo andava sfruttato meglio e c’è stato modo anche per trovare un altrettanto promettente +14 (28-14 a 7’13” dal riposo lungo).

Invece la squadra ha smesso di difendere, subendo un pesante 0-14, in poco più di 4’, commettendo errori a ripetizione sull’altro fronte.

Con il punteggio tornato in equilibrio, è iniziata un’altra partita e Ravenna ha saputo sfruttare una panchina più lunga, che ha permesso a Martino di gestire meglio la squadra.

La Termoforgia improvvisamente si è trovata, al contrario, più corta, per l’espulsione di Alessandri, messo out da due falli antisportivi, il secondo dei quali sfuggito ai più, nati da una serie di battibecchi con Sabatini.

Ingenuità pagata a caro prezzo, perché Jesi si è trovata con un uomo in meno, subendo subito uno 0-5 che portava in vantaggio Ravenna.

Dovendo inseguire l’avversaria per tutto il quarto finale, la Termoforgia ha dovuto consumare tanta energia; eppure ha avuto la forza di portare Ravenna al supplementare con Davis, che dalla lunetta, con il suo 2/2, ha portato il punteggio sul 75-75, a 3” dalla fine.

Nel supplementare la tripla iniziale di Davis ha riacceso speranze, ma la squadra non è riuscita a mantenere il vantaggio, subendo uno 0-6, ancora tripla di Davis per l’81-81 a 1’44”, ma a quel punto, alla Termoforgia non è più riuscito il sorpasso, punita dall’esperto Raschi che, con un 5/6 dalla lunetta, ha chiuso il match.

Alla sirena finale parecchio fair play tra i giocatori delle due squadre, applaudite dalle rispettive tifoserie; a qualcuno non sono piaciuti i sorrisi sciocchi rivolti alla parterre di casa da Sabatini e Maks, che, certo, non hanno fatto fare una bella figura alla loro società e alla loro corretta tifoseria.

Ma questo è un altro discorso, come pure è un altro discorso il dover constatare la mediocrità di parte degli arbitri in circolazione, troppo spesso inadeguati o, è la nostra impressione, perfino prevenuti nei confronti di qualche giocatore.

Chiedete al signor Ciaglia se non è vero, quello che affermiamo, lui che, all’avvicinarsi di Davis, che aveva problemi a una mano, stava già preparando le mani con la mimica del fallo tecnico, salvo poi, fermare il gioco, evitando la figuraccia.

Pur non giocando la sua migliore partita, la Termoforgia ha avuto la vittoria a portata di mano, e sarebbe stata una vittoria importante, per distanziare la zona play-out e mantenere distanze minime dalla zona play-off.

Invece la squadra di Cagnazzo, impegnata domenica a Ferrara, deve fare ancora i conti con il discorso salvezza.

Cagnazzo: «Non sono soddisfatto della prova della squadra, abbiamo perso l’occasione di sfruttare, a cavallo tra i due quarti, quanto avevamo fatto di buono, nel primo periodo. In molte situazioni siamo stati poco lucidi, non siamo riusciti a fare tutto quello che serviva, per battere una squadra forte come questa. Abbiamo comunque trovato poi il supplementare, in maniera casuale, senza riuscire a sfruttare questa occasione. Ogni volta che caliamo l’attenzione, veniamo puniti e questo deve servire da monito per le prossima sei partite.»

TERMOFORGIA JESI-ORASI’ RAVENNA 85-88 d.1 t.s. (23-10; 13-21; 20-28; 10-13)

Termoforgia Jesi: Battisti, Maganza 10, Bowers 20, Davis 29, Benevelli 15, Alessandri 4, Scali ne, Moretti ne, Janelidze 5, Vita Sadi ne, Picarelli 2. All.: Cagnazzo.

OraSì Ravenna: Smith 18, Chiumenti 13, Marks 14, Tambone 12, Crusca, Scaccabarozzi ne, Masciandri 7, Sgorbati ne, Raschi 7, Seck ne, Sabatini 17. All.: Martino.

Arbitri: Ciaglia, Di Toro, Patti.

Spettatori: 2.300 circa






Questo è un articolo pubblicato il 12-03-2017 alle 22:19 sul giornale del 13 marzo 2017 - 1702 letture

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